04mag 2019
Vini dell’Oltrepò pavese - Tenuta Mazzolino

Siamo nella zona dell’Oltrepò pavese: qui nei venti ettari vitati dolcemente adagiati sulla riva destra del Po, nella zona collinare a ridosso degli Appennini, sorge la maison vitivinicola Tenuta Mazzolino (1). Una cantina animata da un forte spirito di ricerca tanto che sin dai suoi esordi - nel 1980 - si mostra capace di percorsi inediti, reinterpretando il territorio con un occhio rivolto alla Borgogna. Un autentico clos borgognone immerso nel cuore della DOC Oltrepò Pavese. Otto etichette per 120.000 bottiglie l’anno, questi i numeri dell’azienda che racconta vini di rara eleganza, grazie alla competenza del team di enologi e agronomi guidato dall’esperienza di Kyriakos Kynigopoulos - enologo di fama internazionale e grande esperto di Pinot Nero e di Chardonnay - incontrato dalla proprietà a Beaune nel 1999 e ancora oggi consulente della cantina. Diretta oggi da Francesca Seralvo, terza generazione della famiglia Braggiotti, proprietaria dal 1980, la Tenuta si contraddistingue inoltre per l’approccio biologico ed ecosostenibile che riflette la voglia di sperimentare, innovarsi e perfezionare. I 20 ettari di vigneti - coltivati a Pinot Nero, Chardonnay, Moscato e Croatina - seguono i rigidi dettami della coltivazione biologica, preservando l’ambiente attraverso forme di produzione sostenibili. E in onore della bella stagione entrante, è d’uopo citare le nuove etichette 2018 di Camarà (2) - un bianco fresco, elegante e armonico, dalle grandi bevibilità e sapidità - e di Terrazze, un Pinot Nero giovane (3), dal colore rosso rubino, fresco e autentico. Per gli amanti delle bollicine (3), invece, i metodi classici Blanc de Blancs - Chardonnay in purezza millesimato - e Cruasé - Pinot Nero vinificato in rosa - denominazione che nasce dalla crasi di Cru e Rosè, sono un’ottima scelta spumantistica.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

In questi giorni caldi di agosto mi sono imbattuta in uno di quegli immensi Garden center che offrono soluzioni di ogni tipo per un giardinaggio prêt-à-porter. Veloce, spesso elementare: una sorta di giardinaggio "pigro" dove il nuovo giardiniere preferisce il colpo d'occhio, l'estetica, trapianti ossessivi a discapito di tempi, innesti, semina accurata, pazienza (1)...

Ma che ne è di ciò che mia madre mi ha sempre ripetuto? E cioè che mettere le mani nella terra crea una benefica dipendenza, tale da non poterne più fare a meno? (2...