12ott 2020
"Ceci n’est pas un steak", il manifesto del settore zootecnico europeo

Lo spunto arriva dal dipinto del pittore surrealista belga René Magritte "Ceci n'est pas une pipe", alias "Il tradimento delle immagini". Ed ecco il claim di "protesta" del settore zootecnico europeo che ha deciso di mobilitarsi, lanciando la campagna europea "Ceci n’est pas un steak" (1). Il motivo? Il dibattito sull'uso denominazioni di carne e prodotti lattiero-caseari per le imitazioni vegetali (2). Una polemica particolarmente sentita che tratta le possibilità o meno di nominare "hamburger vegano" (3) e "salsiccia vegana" le imitazioni vegane dei prodotti a base di carne: non sono poche le organizzazione zootecniche europee a dire basta all’uso di questi nomi.

Ovviamente gli agricoltori europei hanno interesse a produrre proteine sia vegetali che animali e non sono contrari alla produzione di proteine vegetali per prodotti vegani. Tuttavia, le imitazioni vegetali che tendono a copiare le denominazioni e le caratteristiche della carne e dei prodotti lattiero-caseari dovrebbero sviluppare un nuovo approccio. Il manifesto parte dalla considerazione che il comparto dei prodotti di origine vegetale dovrebbe essere più creativo. Sarebbe meglio, in altre parole, che le aziende di riferimento investissero di più su nuovi concetti di marketing, per ottenere il riconoscimento dei consumatori e risolvere il paradosso fondamentale dell'industria delle imitazioni vegetali. 

 

Questa campagna (4) è sostenuta dalle seguenti organizzazioni dell'UE: CLITRAVI (Centro di collegamento per l'industria di trasformazione della carne nell'Unione europea), EFFAB (Forum europeo degli allevatori di specie zootecniche), AVEC (Associazione europea dei trasformatori e negozianti di pollame dell'UE), Copa-Cogeca (la voce unanime degli agricoltori europei e delle loro cooperative), IBC (Confederazione internazionale dei bieticoltori europei), UECBV (Unione europea del commercio del bestiame e delle carni).

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Eccoci scivolati anche un pò bruscamente nel fresco autunnale (1), quello che "chiama" il tepore di indumenti più pesanti o il fuoco acceso di un camino. Ritornano riti domestici come il cambio di stagione del guardaroba o la messa a dimora delle piante "non rustiche".  E poi c'è il food che come ogni fase dell'anno si veste di connotati diversi: l'uva sale alla ribalta, insieme al delizioso caco. E che dire dei funghi? Dai finferli, agli ovoli, ai porcini (2). Le castagne e le zucche per vellutate saporite e corroboranti (3). Se siete dei cultori dell'insalata, eb...