05gen 2016
Acqua Crua
il ristorante senza filtri

A Barbarano Vicentino, in provincia di Vicenza, ai piedi dei Colli Berici, si trova un vero gioiello della gastronomia: Aqua Crua, il ristorante guidato dallo chef Giuliano Baldessari (2).

Trentino di nascita, il giovane cuoco dopo numerose esperienze più internazionali, sopratutto in Francia, preferisce disfare la valigia e rimanere in Italia, dove apre un locale tutto suo nel 2014.

Acqua Crua (cruda, naturale) rispecchia appieno l’idea di Baldessari di una cucina basata sull'ospitalità, dove minimalismo e informalità fanno la differenza. Parola d'ordine: cucina di condivisione. Ma anche cucina semplice (5), di più, di sottrazione, dove 1 è meglio di 2 e dove trovano sempre più spazio le verdure e quei prodotti che profumano di terra (6). Il menu, mai statico, diverso secondo il mercato e le stagioni, prevede una carta unica con un percorso degustazione da 6 portate (4).

La location è un ambiente raffinato, senza barriere con la cucina direttamente in sala (1). Tutto open, tutto a vista. La trasparenza regna sovrana, così come il rispetto e la responsabilità nel manipolare ingredienti pregiati. Moderno e dalle linee pulite, il locale (3) è valorizzato dalla scelta del legno, caldo e accogliente del pavimento e dai vetri soffiati dei bicchieri, rigorosamente pezzi unici. Un arredo tavola originale che si traduce anche nei piatti di Pino Castagna, lo scultore di origine vicentina che li ha realizzati a mano uno a uno. Piatti piccoli, di spessore importante, quasi rustici, come a casa.

Impossibile non notare la "chicca" a parete creata apposta per l'interior: una struttura ricavata da pezzi di legno di botte; un legno che con il vino ha vissuto a lungo, assorbendone caratteristiche e colore.

Infine, l'outdoor: uno spazio verde che completa l'orto di 2500 metri quadri gestito direttamente da Aqua Crua nel vicino comune di Villaga. Per un km zero reale.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...