23dic 2016
QUANDO BANFI FA RIMA CON ARTE
Un progetto per abbinare il Brunello a etichette esclusive

Un progetto  artistico per celebrare un carattere esclusivo e forte. Una collaborazione, tra Banfi e Mos e Ocra, che ha dato vita alla prima edizione di “Mos Designer Residencies Competition”. Infine, una sfida lanciata dei 6 giovani designer vincitori, che hanno potuto sviluppare e realizzare le loro opere grazie a due aziende toscane leader nel loro settore: Toscari e Carrara Design Factory. Ai sei - Alessandro Zambelli, Nina Cho, Olga Bielawska, Tim Vanlier, Tomas Gabzdil Libertiny, Studio Uufie – è stato chiesto di creare un’etichetta per una speciale edizione limitata di Brunello di Montalcino Castello Banfi 2011 (1). In pratica il progetto, che prevede la produzione di casse in legno personalizzate contenenti sei bottiglie numerate, da 750 ml., e con un’etichetta creata da ciascun artista (2), è una reinterpretazione personale dell’etichetta ufficiale del Brunello di Montalcino Castello Banfi. Ecco, in breve, come si presentano alcune delle etichette: quella di Nina Cho esalta la materia, seducendo garbatamente sguardo e mente; quella dello studio Uufie è dipinta con il solo vino e mostra un paesaggio astratto; quella di Olga Bielawska, attraverso la trama di una tovaglia, ci riporta immediatamente alla lunga tradizione enogastronomica toscana. Ancora, Tim Vanlier parla presenta un’etichetta che evoca la sovrapposizione delle sue esperienze a Montalcino, ovvero Banfi e il suo castello, i vigneti lineari, con la tecnica di stampa opaco/lucido che aggiunge la sensazione di diversi livelli: Alessandro Zambelli ha lavorato sul processo di colorazione ottenuto mediante l’utilizzo del Brunello di Montalcino Castello Banfi. 

La presentazione delle bottiglie e dei pezzi di design (3) è avvenuta nel settembre scorso, durante il London Design Festival insieme ai pezzi di design degli stessi artisti e saranno poi battute all’asta nei prossimi mesi. Il ricavato delle aste per la vendita delle bottiglie che si svolgeranno nei prossimi mesi a Berlino, New York e Hong Kong, sarà devoluto in beneficienza.

Una maniera viva e originale per presentare la filosofia della tenuta, di proprietà della famiglia Mariani e conosciuta in tutto il mondo per via del Brunello di Montalcino; una filosofia che poggia su sei pilastri: territorio, tradizione, innovazione, qualità, passione e sostenibilità.

Nata nel 1978, quando i fratelli John e Harry decidono di sviluppare a Montalcino un polo di eccellenza per la produzione di vini di qualità, la tenuta Castello Banfi occupa 2.830 ettari, 800 dei quali sono coltivati a vigneto specializzato, che ha permesso di ottenere vini prestigiosi, piena espressione di questo magnifico terroir, mentre il resto della proprietà è occupato da boschi, olivi e altre coltivazioni. Nel 1979, Banfi ha acquisito una tenuta in Piemonte che naturalmente  produce anch’essa vini di eccellenza, mentre più recentemente si è registrato un rinnovato interesse per nuovi territori toscano quali Bolgheri, la Maremma, il Chianti.

Si può quindi dire che Banfi ha una vocazione speciale, che la fa rendere protagonista, con la conquista di nuovi spazi e nuovi territori. Grazie a iniziative originali e speciali, come appunto quella del concorso per le bottiglie di Banfi Wine & Design che nello scorso settembre, tramite facebook (http://concorso.castellobanfi.com/), ha colto un grandissimo successo. 

 

 

 

 

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Cucina mon amour. In Italia, quando si tratta di cucina, si  fa sul serio. D'altronde tutti noi trascorriamo in media un'ora al giorno in quest'ambiente diventato l'emblema della convivialità vera e spontanea (1). Questo è oggi. Ricordo da bambina come la cucina fosse, invece, luogo riservato alla mamma e alle zie. Una sorta di back office, la zona privata della casa, inaccessibile a ospiti o estranei. Da non mostrare. Vocata solo alla produzione dei pasti della giornata. Il cui ingresso doveva essere autorizzato dalle donne di famiglia. Oggi, per fortuna, non è più così,...

 

 

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