25gen 2017
la miglior vinaccia di francia distillata in italia

Una storia che ha a che vedere con la passione, la qualità, l’intraprendenza, e che nasce nel lontano 24 ottobre 2007. Per la prima volta nella storia della grappa, la migliore acquavite di vinaccia del più rinomato Château Premier Grand Cru francese viene distillata in Italia. 

Questo grazie a Jacopo Poli, la cui storia, tra castelli e baroni, coraggio e alambicchi, è tutta da raccontare. La Distilleria Poli (1) è un’azienda storica a carattere artigianale, fondata nel 1898 a Schiavon, vicino a Bassano del Grappa, nel cuore della zona più tipica per la produzione di questo distillato. 

La vicenda inizia in un giugno assolato del 1995, a Pauillac, piccolo paese nei pressi di Bordeaux, famoso perché qui nascono i  migliori vini di Francia. Per 12 anni Jacopo è andato in pellegrinaggio a Pauillac, chiedendo al Barone Eric de Rothschild di poter distillare le preziose vinacce di Merlot e Petit Verdot, finché, nel 2007 è riuscito finalmente a realizzare il suo sogno. Le porte del castello si aprirono e Jacopo Poli riuscì a trasportare in distilleria a Schiavon la pregiata vinaccia.

E così il 13 giugno 2016 viene imbottigliato il primo lotto di Poli Pauillac: la produzione, di grande pregio, è soltanto di 500 bottiglie, custodite in eleganti cofanetti di legno, e quindi in edizione limitata. Il risultato è un’acquavite maestosa e solenne che conserva gli aromi del classico taglio bordolese e li mescola con pura passione veneta (2); Poli Pauillac infatti è elevata otto anni in 11 barrique da 225 litri prodotte dalla tonnellerie dello Chateau, metà delle quali avevano prima contenuto il vino dello Château stesso. L’aroma -  frutta rossa matura, miele, marzapane, camomilla, liquirizia, vaniglia – è inconfondibile, così come il gusto, complesso, maestoso e avvolgente.  

Un’avventura a lieto fine, un sogno realizzato, un’acquavite unica al mondo. Una storia tutta - o quasi tutta - italiana…

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Devo confessare che l'ultima riunione di redazione per discutere su argomenti utili, anche e soprattutto, per il prossimo editoriale, è stata come pervasa, almeno in principio, da un mood vagamente annoiato. Sì, avete capito bene… il tema era il Natale che verrà (1). Ed ecco quindi i soggetti che uscivano dal brain storming fiorentino: "Il piacere di donare e di ricevere", "Dare come parola talismano, che fa crescere", "Natale anniversario del cuore, il momento per recuperare dal solaio le statuine per il Presepe", "Albero si o albero no", "I mercatini di Natale più belli d...

 

 

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