06gen 2017
IL VINO: LA GUIDA SMART PER CHI AMA BERE

Adori il vino, ma quando entri in una cantina ti gira la testa e hai le vertigini senza aver ancora assaggiato nulla (1)? Ami viaggiare, gustare i prodotti locali, ma quando si tratta di vino hai la sensazione di non essere in grado di apprezzarne tutte le qualità? Hai una cena tra pochi giorni, vuoi fare bella figura con una bottiglia di carattere, ma non sai da dove iniziare? Beh, puoi cominciare in libreria. Sì, proprio così. Frutto della collaborazione tra Madeline Puckette – sommelier e visual designer – e Justin Hammack – cofondatore con la prima del blog Wine Folly – “Il vino: guida smart per chi ama bere” (2) è il libro perfetto per conoscere e cominciare ad apprezzare i frutti di Bacco.

Semplice, diretto e ricco di immagini. È stato definito “il miglior libro di vino di sempre” dal New York Times. “Un libro che aspettavamo da anni” dice The Washington Post. Sfogliando le sue pagine si viaggia con la mente tra vari paesi del mondo e bottiglie dai nomi più o meno popolari. Ben 54 i vini raccontati e descritti analiticamente. Dallo Champagne, al Lambrusco; dal Gamay, al Pinot nero; dal Merlot al Zinfandel… 

Si parte da nozioni davvero basilari, come le diverse tipologie di etichetta e le caratteristiche fondamentali di un vino (dolcezza, acidità, tannini, alcool, corpo); per poi passare alle varie fasi della degustazione – esame visivo, olfattivo, gustativo, fase conclusiva - e i possibili abbinamenti con varie pietanze. Per una serata romantica, ostriche e champagne; con i crostacei meglio dei vini bianchi aromatici; rossi robusti per salame e insaccati.

Gli autori di questa guida sembrano quasi lanciare il guanto di sfida ai neofiti del settore: assaggiare e iniziare a degustare tutti i 54 vini descritti nel libro. Ovviamente, non tutti in un solo giorno.

 

Il vino: guida smart per chi ama bere

Autori: Madeline Puckette e Justin Hammack

Vallardi editore

Pagg. 231

 

Euro 18,90

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Cucina mon amour. In Italia, quando si tratta di cucina, si  fa sul serio. D'altronde tutti noi trascorriamo in media un'ora al giorno in quest'ambiente diventato l'emblema della convivialità vera e spontanea (1). Questo è oggi. Ricordo da bambina come la cucina fosse, invece, luogo riservato alla mamma e alle zie. Una sorta di back office, la zona privata della casa, inaccessibile a ospiti o estranei. Da non mostrare. Vocata solo alla produzione dei pasti della giornata. Il cui ingresso doveva essere autorizzato dalle donne di famiglia. Oggi, per fortuna, non è più così,...

 

 

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