12feb 2018
PATRIA: COME ERAVAMO, E COME SIAMO RIMASTI

Per i sessantenni, i cinquantenni, o giù di lì, un tuffo al cuore: ricordi, emozioni e anche fatti che si credeva di aver dimenticato. Per i più giovani, una lezione di storia che dovrebbe essere obbligatoria, anche per non dover incontrare, nel web, universitari che dichiarano “la bomba a Piazza Fontana l’hanno messa le Brigate Rosse”.
Enrico Deaglio che da giornalista è stato testimone di tante delle vicende raccontate, sceglie, seleziona, per forza di cosa; ma lo fa cercando di seguire un filo conduttore coerente, che possa disvelare molti dei misteri che ancora avvolgono la storia politica e sociale di questa Italia. Risolvere del tutto questi misteri – Tenco, Feltrinelli, Pasolini, Borghese, Calabresi – no, non si può ancora del tutto e chissà se, e quando, si potrà. Ma c’è spazio anche per le curiosità – l’austerity del 1973, la ricordavate? E le cartamonete? - per la storia del costume, dello sport, della moda, della canzone: insomma un vero ripasso di quel che eravamo.
Tumultuoso, mai noioso, elettrizzante, appassionante, sempre preciso e talvolta sorprendente, il tono di Deaglio ci accompagna in anni difficili, chiamati non per nulla “di piombo”; anni che gravitano attorno al 1968, spartiacque tra un modo di essere e tutta un’altra maniera di pensare. E si arriva così alla vigilia di quell’anno fatale, il 1978, l’anno del rapimento e del delitto Moro.
A leggere le pagine di questo libro, la posizione geografica dell’Italia, e quella politica degli Stati Uniti, si arriva a capire tutto (o quasi), di quel che è successo. È raccontato qui, e neppure tanto “tra” le righe.

 

Patria 1967-1977

Enrico Deaglio

Feltrinelli, Milano, 2017

Pp. 638

Prezzo: 22 euro.

SPUNTI DI VISTA

EDITO

State leggendo queste righe? ebbene sì, l’estate sta per essere archiviata e siamo pronti a riprendere le nostre attività quotidiane. Chi, come nulla fosse, vive questo passaggio in tutta armonia e scioltezza, chi invece soffre di irritabilità, stanchezza, insonnia, in una parola è vittima della sindrome da “rientro”.
Nulla di grave certo, e neppure di irrimediabile ma una ripresa graduale può alleviare il malessere diffuso dei più sensibili. Come? A settembre, almeno fino all’equinozio d’autunno (il 22), le giornate sono ancora lunghe e tutte da inventar...

 

 

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