27mar 2018
MI SENTO UN ITALIANO. PAROLA DI “NEGRO”

È dei nostri, è nato a Catania. Ha un padre medico, ha studiato in Sicilia, poi si è laureato in Ingegneria a Torino. È italiano, è sposato, e ha due figli. Beh, allora che c’è di strano? Forse per qualcuno, il fatto che Francesco – uno dei suoi tanti nomi - sia nero, anzi “negro”. Che parli la nostra lingua e che scriva, anche. E che ci racconti una verità lapalissiana: e cioè che senza immigrati, noi italiani non potremmo vivere. Altro che “I negri ci rubano il lavoro”, “I negri imbastardiscono la nostra razza” “I negri sono tutti criminali” “ I negri ci portano le malattie” e si potrebbe andare avanti per ore, snocciolando le narrazioni stereotipate e soprattutto false e palesemente in mala fede, apparecchiate appositamente per fini elettorali che, detto per inciso, si sono rivelate strategie decisive e “vincenti”. Scritto in maniera molto semplice e chiara, ricco di dati e di informazioni aggiornate, il testo di Francesco, “negro italiano” – forse sarebbe meglio chiamarlo Ingegner Ohazuruike – segue un ragionamento che approda a una conclusione inevitabile. E cioè che è necessario predisporre e realizzare una politica di integrazione e convivenza efficace, giusta ed equilibrata, con idee nuove costruttive, virtuose. Perché altrimenti il rischio che il razzismo – ora latente e sopito, ora dichiarato, ostentato, compiaciuto – di tanti produrrà, come sta già facendo, guasti irreparabili. È in gioco il futuro, economico, politico e soprattutto culturale di questa nostra Italia, già ibrida, già meticcia, già inequivocabilmente dipendente dagli stranieri. Vogliamo davvero lasciare immerse nelle tenebre le generazioni future? O non sarebbe meglio che tutti noi studiassimo la Storia, le Geografia e, ovvio, l’Antropologia – non è casuale che la moglie di Francesco sia antropologa – per non incorrere in errori fatali, per non alimentare rigurgiti razzisti che sembravano dimenticati e sepolti? Da leggere, questo “Negro”: si capirà un po’ di più dei tempi che stiamo vivendo; tempi che per diventare migliori, hanno bisogno dell’impegno di tutti i cittadini e non soltanto dei politici.

 

Ohazuruike Francesco (con Luca Crippa e Maurizio Onnis), Negro. La verità è che non potete fare a meno di noi, Piemme Mondadori, Milano, 2018, pp. 115, 16,90 euro.

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Natale (1) è... ritrovare ogni anno vecchi amici con cui festeggiare. No, questo pensiero non è mio, anche se lo condivido, ma si legge in un vecchio libricino di Schulz, magnifico disegnatore dei Peanuts. La frase è bellissima, incredibilmente vera. In fondo molti di noi celebrano il Natale in modo tradizionale. Consueto. Ogni famiglia ha i suoi cerimoniali che ritrova puntuale ogni anno. Cambiano forse gli addobbi. Certamente i regali. La mise en place del cenone stupisce per qualche ornamento in più ma il mood resta sostanzialmente intatto. Ed è bello sprofondare e lasc...

 

 

 

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