25set 2017
MAPPA MUNDI E IL NUOVO ORDINE MONDIALE

“Tutto scorre”, e niente si distrugge. Di cosa parliamo quando chiamiamo in causa la crisi mondiale, il nostro futuro, lo “scontro di civiltà”? Perché non siamo mai soddisfatti – mai lo siamo stati: non fidatevi di chi racconta che “un tempo si viveva meglio” – del momento, della nazione, della società in cui viviamo? E, ancora esiste davvero un modello di vita migliore di un altro?. Di fronte a queste e a tantissime altre domande del genere, un grande sociologo quale Domenico De Masi non può avere l’illusione di rispondere. Ma di argomentare in maniera avvincente, coinvolgente, sorprendente e commovente persino in alcuni passi, certamente sì. Dalla Grecia al Rinascimento, dal modello romano a quello industriale socialista; e ancora, dal modo di vivere nel mondo musulmano al Brasile meticcio di oggi: in 15 capitoli, più una conclusione su un pianeta che ancora è giovane e quindi in grado, e in dovere, di sognare, De Masi ci regala una “summa” di visioni, opportunità, scelte. Alcune, magari, a secondo dalla nostra ideologia, ci parranno errate e distruttive, altre impossibili da realizzare, vuoi perché sempre “i tempi stanno cambiando” come diceva Bob Dylan, vuoi perché troppo utopiche. Il testo, in altre parole, è una rivisitazione della storia del mondo vista attraverso le varie prospettive geografiche, politiche e ideologiche. E non c’è alcun dubbio che un’opera come questa, così chiara e completa, illuminata e analitica, dovrebbe arricchire la biblioteca di chiunque - per lavoro, studio o passione - crede di poter parlare con cognizione di causa dei problemi che affliggono il mondo. Per lo meno, e non sarebbe poco, assisteremmo a  un’attenuazione di quell’hate speech che sta ammorbando i social media.   

 

Domenico De Masi, Mappa Mundi. Modelli per una società senza orientamento, Rizzoli, Milano, 2014, pp. 878, 21 euro.

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Natale (1) è... ritrovare ogni anno vecchi amici con cui festeggiare. No, questo pensiero non è mio, anche se lo condivido, ma si legge in un vecchio libricino di Schulz, magnifico disegnatore dei Peanuts. La frase è bellissima, incredibilmente vera. In fondo molti di noi celebrano il Natale in modo tradizionale. Consueto. Ogni famiglia ha i suoi cerimoniali che ritrova puntuale ogni anno. Cambiano forse gli addobbi. Certamente i regali. La mise en place del cenone stupisce per qualche ornamento in più ma il mood resta sostanzialmente intatto. Ed è bello sprofondare e lasc...

 

 

 

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