11dic 2017
LA NUOVA MAPPA DEL MONDO SEMPRE CONNESSO

Buttate via quelle mappe colorate, e quei planisferi. O meglio, ripiegateli e conservateli in un cassetto, a imperitura memoria di un mondo che fu, e che non esiste più. Si tratta di pensare al globo in termini di connessioni, linee di trasporto, infrastrutture energetiche, di comunicazione tra tutti gli abitanti e le risorse del pianeta.

Il brillantissimo stratega geopolitico Parag Khanna ci ha lasciato un testo che, secondo “Wired” è “forse il libro più globale mai scritto”; ma il pregio maggiore ci sembra un altro, e incredibile. Lo leggi dicendoti che no, tu non sei un economista, un esperto di geopolitica, di questi temi così importanti e strategici; eppure pagina dopo pagina ti accorgi che invece si parla di ponti e di strade, di megalopoli e di nativi digitali, di migrazioni e di decentramento. Ovvero, di quello di cui parla la gente, soltanto che il singaporense lo sa fare con una chiarezza, una sistematicità e una credibilità davvero insolite. “La vera mappa del mondo non dovrebbe rappresentare soltanto gli Stati, ma anche le metropoli, le autostrade, le ferrovie… i cablaggi per Internet e gli altri simboli della nostra nascente civiltà di network globali”. Ecco quel che conta, quel che si dovrebbe cogliere planando a volo d’uccello tra i continenti, eccoli i “tentacoli cinesi” e le megalopoli come Città del Messico, Chongquing o Manila, le megaregioni come il Grande Mediterraneo, e poi le reti delle diaspore, i flussi di risorse, beni, capitali, che hanno sempre la meglio sugli attriti (le guerre, le epidemie, le depressioni). E, ancora, le infrastrutture che “superano gli ostacoli della geografia naturale e di quella politica”, come il ponte autostradale e ferroviario di Oresund che ha connesso le economie di Copenaghen e Malmo arrivando a creare un’unica entità, oppure come il ponte a Y, con tanto di tunnel sottomarino che collega Honk Kong, Macao e Zhuhai, creando un vero e proprio arcipelago urbano. È il momento, dice ancora Khanna, di piegare la connettività quasi totale che ci lega a un progetto di sviluppo umano su vasta scala; di cogliere con ottimismo una nuova prospettiva che si sta facendo largo, nonostante tutto: quella di un mondo davvero senza confini. Una speranza, insomma, per un nuovo Rinascimento. Perché ricordiamo insieme a Khanna che “|le civiltà tendono piuttosto a connettersi che non a scontrarsi”.

 

Parag Khanna, Connectography. Le mappe del futuro ordine mondiale, Fazi, Roma, 2016, pp.614, 26 euro

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Il freddo ormai bussa alle porte. Le giornate diventano più corte e… torna la voglia di casa (1). Avvolti dall’effetto cocoon, riscopriamo la gioia del confort di stare tra le mura domestiche. E così molti celebrano i primi sabati d’autunno "copertina di linus-divano-tè-caldo-fiction-tv".
Ecco i weekend inside invece che outside, complice la rete con anche l’editoria on line che permette di usufruire di decine di magazine da sfogliare liberamente dal proprio smartphone (2). O ancora Instagram. Per non parlare della te...

 

 

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