16giu 2018
L'organizzazione che ci salva la vita
"Tutto a posto!", il libro di Daniela Faggion

Quanto è importate l’organizzazione nella vita di tutti i giorni? Molto, secondo la giornalista Daniela Faggion, autrice del manuale “Tutto a posto, come gestire al meglio i nostri spazi e la nostra vita", edito Morellini.

Lo spazio intorno a noi e il modo in cui organizziamo il nostro tempo, infatti, influiscono, non poco, sul nostro benessere mentale e sulla nostra vita. “Trovare in meno di un minuto il vestito che vogliamo indossare, individuare al primo colpo le chiavi di casa e della bici, traslocare senza ricorrere a un prestigiatore, pagare le bollette entro la data prevista; tutto questo dipende da una buona organizzazione, più che da ispirazione o fortuna” - così l’autrice, già nell’introduzione del testo di oltre 212 pagine, spezza una lancia a favore di una pianificazione intelligentedella nostra routine quotidiana. Ecco tanti consigli per meglio comprendere gli errori più comuni che ci “intasano” letteralmente la vita e i modi per evitarli. Dal Decluttering, in estrema sintesi l'azione del togliere dal portafogli gli scontrini vecchi o del buttare le montagne di riviste abbandonate in un angolo e pregne di polvere. O ancora lo Space clearing, fare spazio e non temere il vuoto intorno a sè. In questo, i giapponesi insegnano. Anche il vuoto arreda. Sicuramente “un passo più deciso verso un rapporto meno morboso con gli oggetti”.

Ancora... quando la confusione ci marca stretti e la sete di leggerezza diventa ormai imprescindibile per non farci sopraffare da ulteriore e inutile stress, ecco le 10 regole “salva vita”: i mobili non sono nascondigli, il tavolo non è uno svuota tasche (mantra che ho imparato a memoria), la cantina nasce per il vino e non per Accomulatori Anonimi, l’armadio non è un sarcofago e va periodicamente aperto, pulito e arieggiato etc. Attenzione, scorrendo questo piacevole libretto, non si ha per nulla la sensazione della “mania dell’ordine”. Tutt’altro. Si acquisisce quasi naturalmente e con un pizzico di serenità le modalità per “sgomberare” quelle abitudini che ci portiamo dentro da tempo e che, quasi inconsapevolmente, rallentano il rapporto con gli altri e con noi stessi.

Personalmente, ho apprezzato molto il capitolo “Lavoro e burocrazia”. Da giornalista, infatti, la mia “job zone”, rappresentata da una scrivania e poco più,  è spesso un ammasso cartaceo al limite della decenza: decine di cartelle stampa, evidenziatori, penne di ogni tipo e colore, graffette arrugginite, foglietti vaganti con appunti vecchi o dimenticati, gadget, buste ancora chiuse (il solito estratto conto?), chiavette usb… insomma, troppo. Ecco che la Faggion ci indica le linee guida per riportare l’area lavorativa a una dimensione “umana”, dove “si lavora, nell’archivio si archivia, da nessuna parte si accumula”. Di più… Interviste varie a esperti del settore e a guru di ogni parte del mondo fanno chiarezza sulla gestione dei diversi ambienti analizzati dall’autrice. Così alcune domande allo chef Paolo Teverini per imparare l’organizzazione in cucina, a David Allen inventore del metodo Getting Things Done o più semplicemente ai commercialisti dello studio “Garattoni e Vaccariello” per sapere perché, come e quanto conservare documenti contabili e affini.

Un ampio capitolo è inoltre dedicato all’incubo degli incubi, il trasloco. Dal titolo emblematico “Keep calm and prendi un altro scatolone”. Come e cosa imballare, cosa invece buttare. E poi il kit di sopravvivenza…

Fare pulizia o ordine, l’importante è iniziare da qualche parte: da un cassetto, dallo sportello dell’auto o dalla scatola del cucito. Facciamolo con i nostri tempi. E non riempiamo subito gli spazi vuoti. I sogni spesso sono belli proprio perché rimangono tali. 

 

Tutto a posto, come gestire al meglio i nostri spazi e la nostra vita

Daniela Faggion

Morellini Editore

Pp: 217

Prezzo: 13,90 euro

 

SPUNTI DI VISTA

EDITO

State leggendo queste righe? ebbene sì, l’estate sta per essere archiviata e siamo pronti a riprendere le nostre attività quotidiane. Chi, come nulla fosse, vive questo passaggio in tutta armonia e scioltezza, chi invece soffre di irritabilità, stanchezza, insonnia, in una parola è vittima della sindrome da “rientro”.
Nulla di grave certo, e neppure di irrimediabile ma una ripresa graduale può alleviare il malessere diffuso dei più sensibili. Come? A settembre, almeno fino all’equinozio d’autunno (il 22), le giornate sono ancora lunghe e tutte da inventar...

 

 

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