08nov 2018
Giornata del plogging, sabato 10 novembre
In tutto il mondo si corre e si pulisce la propria città

Sapete cos'è il plogging? Uno sport che fa bene a chi lo pratica e anche all'ambiente. Consiste infatti nel raccogliere l'immondizia mentre si corre (plogging: contrazione tra plöck - pulire, in svedese - e jogging). Una sorta di virtuoso triathlon dallo spirito decisamente eco. Era il 2017 quando nacque il concept in Svezia: complici, as usual, alcuni post su Instagram (#plogging) che diedero il via, in tutto il mondo, a questa attività fisica decisamente vocata all'altruismo.
Cosa occorre? Poco o nulla: buone scarpe da jogging e un paio di guanti. Nei parchi, per le strade il perfetto plogger cattura bottiglie, cartacce, mozziconi, insomma spazzatura varia che bipedi maleducati hanno abbandonato in giro senza nessuna cura e senso sociale.
A quanto pare, quello dell'immondizia libera, è un problema mondiale che tocca numerosi Paesi e non solo Firenze dove il turista "ignorante" spesso si sbarazza di bottiglie di birra nelle aiuole o di cartoni di food sul ciglio della strada. Ben venga, quindi, è proprio il caso di dirlo, il plogger che, ovunque si trovi, si prodiga a pulire l'ambiente mentre corre, conciliando benessere fisico a quello etico.
Questo sabato 10 novembre, l'associazione NewCitizens, una sorta di piattaforma internazionale di cittadini impegnati a migliorare lo spazio dove vivono, lancia la giornata mondiale del plogging. Da Parigi a Bogota fino a Los Angeles o Lima tutti a correre, pulendo la propria città.
Firenze, nonostante sia quotidianamente attraversata da migliaia di podisti in lungo e in largo, per ora sembra non aver ancora accolto il mood del jogger anche ambientalista. Forse è presto. Forse c'è bisogno di più propaganda.
La speranza è che anche qui parta questo "virus" benefico. In fondo una smart city come ama definirsi la città del Giglio, non potrà ancora a lungo esimersi.

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Pioggia, nebbia, freddo, neve. L'inverno, finalmente (1). Almeno dal punto di vista meteorologico perché mentre vi scrivo in realtà siamo ancora nella fase di passaggio autunnale. L'inverno, ufficialmente inizia il 21 dicembre. Ma il tepore casalingo, il clima uggioso e umido, le giornate più corte e sopratutto il Natale che incalza inesorabilmente mi fa venir voglia di cotture lente come il brasato o un sugo che crogioli a lungo. E ancora polenta (2), risotto magari con zucca e castagne (3), zuppe corroboranti (4). E le verdure? In Lombardia andiamo pazzi per la verza (5). In Toscana, dov...