03nov 2020
Un sorso di Amarone Riserva 2015 Castelforte ed è subito... meraviglia

Una regione composita ed eterogenea, tra le prime in Italia per quantità di vino prodotto. Stiamo parlando del Veneto e delle sue eccellenze di Bacco, spesso veri modelli di eleganza. Come l'Amarone un vino che convince, sempre per il suo garbo innato. E, una volta di più, proprio dalla Valpolicella, territorio simbolo che ha reso famoso il vino italiano nel mondo, arriva l'Amarone DOCG Riserva 2015 della linea Castelforte, l’ultima creazione di Cantine Riondo (1 - 2). Sono solo 15.000 le bottiglie del nobile nettare, numerate progressivamente nel retro etichetta e destinate ai mercati europeo e d’oltre oceano. Degustarlo è un'esperienza affascinante, da godere senza fretta, meglio se compagno di momenti di meditazione. 

Un vino rosso complesso e raffinato (3 - 4) al contempo che serba in sé la storia stessa della Valpolicella ma sopratutto la maestria dell'uomo, l'unico a fare veramente la differenza, sperimentando e lavorando con serietà e determinazione. I vigneti da cui si ricavano le uve pregiate l'Amarone Riserva 2015, si trovano in tre differenti valli situate a Est di Verona, precisamente la valle di Mezzane, Marcellise e Tregnago/Illasi, molto diverse tra loro per esposizione, altitudine e tipo di terreno. È proprio da questa diversità che nascono differenti profili varietali capaci di rendere il vino ricco e allo stesso tempo armonioso. I grappoli, raccolti a mano con estrema cura, riposano nei “fruttai” (grandi ambienti con temperature e umidità controllate) per circa due mesi, prima di essere pigiati per un perfetto appassimento e passare una lunga e lenta fermentazione in vasche di acciaio inox, con continui e delicati rimontaggi sulle bucce per estrarre solo le componenti più nobili. L’affinamento avviene in grandi botti di legno di origine francese e dell’est Europa, preferibili alle barrique in quanto esaltano più il frutto che il tannino. Trascorsi i due anni di invecchiamento, il vino è alla sua massima espressione ed è qui che l’enologo ha la possibilità di esprimersi miscelando sapientemente varietà e provenienze diverse al fine di ottenere la massima espressività del vino stesso. Passeranno poi altri due anni di maturazione in botti di legno prima che venga imbottigliato. Dalla vendemmia si contano ben più di tre anni! Già questo fa riflettere...

Ma torniamo allo straordinario tasting di questo vino icona in tutto il mondo...

Dai profumi pronunciati che virano dai frutti rossi maturi quali amarena e marasca sotto spirito alla confettura di prugna fino a note speziate di cannella sul finale, al gusto è un'esplosione di sentori tra liquirizia e cacao amaro con una lunga persistenza in bocca. Gradevolissimi i tannini che accarezzano gentilmente il palato.

Lo abbiamo assaporato con dei Conchiglioni freschi ripieni al lardo, ricotta e cavolo nero, seducendoci senza riserve. Un vino certamente adatto a carte di ristorazione elevata, anche per l'etichetta al tatto vellutata, dove a una cucina d'autore è d'uopo un vino di estremo carattere e unicità.

 

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Che colore sei? Anche se l'autunno vira su cromie come il marrone, l'arancione o il verde scuro, la Redazione ha votato all'unanimità per il rosa (1). Sì, proprio lui, emblema del romanticismo, della dolcezza, della femminilità, dello slow living. Ma il rosa è anche la tinta principe di quel nettare di Bacco particolarmente glamour e amato (non solo dalle donne) per il suo coté spesso fresco e fruttato, perfetto per accompagnare pietanze light come il pesce o come aperitiv...