08giu 2020
Turismo - Dove andare? Canton Ticino (CH)
Relax nella natura e luoghi energetici

Il desiderio di passeggiare all'aria aperta, magari in mezzo alla natura è forte. Certo, restano i diktat salva vita del distanziamento sociale, la mascherina à porter e sopratutto il divieto assoluto di assembramenti, tutte buone pratiche che caratterizzeranno ancora a lungo i nostri comportamenti sociali. E allora perché non optare per un turismo in tutta sicurezza dove scenari incontaminati si alternino a stimoli culturali di vario tipo? Ora che la Svizzera ha decretato ufficialmente di aprire il 15 giugno i confini verso l'Italia e verso tutti gli altri stati Ue e Efta, profittare del paesaggio variegato di questo piccolo ma ricco stato federale merita il viaggio. La Svizzera italiana, in particolare, forte del suo clima mite, costellata da cascate, sorgenti, boschi e gole (1 - 2), ma anche da chiese e monasteri invita a un soggiorno certamente interessante e rigenerante.

 

Vediamo alcuni spunti per un programma decisamente affasciante...

 

Gambarogno – Il Sentiero dello Yoga a Sass da Grüm

Luoghi energetici sono luoghi, opera della natura o dell'uomo, conosciuto sin dai tempi antichi per la loro straordinaria forza cosmica legata alla terra. Uno dei più importanti in Ticino si trova a Sass da Grüm, nella bella regione del Gambarogno, sopra il Lago Maggiore. Non è un caso se proprio qui si è scelto di creare uno speciale itinerario inteso a mettere in contatto e ad avvicinare uomo e natura: è il Sentiero dello Yoga, un cammino strutturato secondo il principio del percorso vita e improntato al Vinyasa. In sanscrito, Vinyasa significa “posizionare in modo speciale”. Ebbene, chi percorre il Sentiero dello Yoga si muove, appunto, in modo speciale all'ombra del bosco, facendo tappa presso nove stazioni installate in altrettanti punti appositamente scelti per gli esercizi di yoga. 

 

Monte Verità – Un luogo dalle caratteristiche geomantiche

Sempre nelle acque del Lago Maggiore si specchia anche un altro luogo dalla speciale atmosfera: il Monte Verità. Qui, sulla collina sopra Ascona, un gruppo di persone riunite attorno a Ida Hofmann e Henri Oedenkoven fondò agli inizi del XX secolo una colonia in cui si propugnava una nuova filosofia di vita, basata sul ritorno alla natura, la liberazione da ogni vincolo, l'alimentazione vegetariana, il movimento all'aria aperta, i bagni di sole, il nudismo e la teosofia. Oggi, il Monte Verità è, tra le tante altre cose, il punto di partenza di suggestive escursioni guidate in compagnia di esperti alla scoperta dei centri di energia vitale dei dintorni, dalla Valletta del Silenzio, affascinante cattedrale naturale, alla cima del Balladrum, con le sue radici celtiche, e alla Madonna della Fontana, sorgente e popolare meta di pellegrinaggio. 

 

Vallemaggia – Le cascate di Maggia e Foroglio

Di tutte le vallate del Ticino la Vallemaggia è la più estesa: con i suoi 570 km2, occupa né più né meno che la quinta parte del territorio cantonale. Tra il suo punto più basso e quello più alto vi è un dislivello di 3000 m, il che si traduce in una diversità paesaggistica a dir poco spettacolare, con innumerevoli angoli di incantevole bellezza. Se da una parte quasi ogni cima oltre i 2000 m s.l.m. è considerata un centro di energia vitale – si chieda pure conferma a escursionisti e scalatori –, dall'altra non c'è chi non subisca il fascino del paesaggio fluviale a fondovalle, che nel corso dell'anno muta spesso volto come effetto dei frequenti cambi di percorso della Maggia. I banchi di sabbia e ghiaia disseminati lungo i numerosi tratti arginati del fiume sono per molti il trampolino di lancio per tuffi e nuotate, soprattutto nelle torride giornate estive. L'energia che permea le alte montagne fluisce a valle a cavallo di fiumi e ruscelli, concentrandosi spesso nelle cascate. Meritano senz'altro una visita la cascata di Maggia, dalla quale parte una bella escursione nel cuore della Valle del Salto, e la cascata di Foroglio, tra le più note del Ticino grazie anche alle pittoresche case di pietra accoccolate ai suoi piedi. ticino.ch/foroglio

 

Valle Verzasca – Il cuore di pietra del Ticino

La Valle Verzasca ha un indiscutibile protagonista: il fiume. In fin dei conti, è alle sue acque verde smeraldo che deve il nome. Il fascino del paesaggio fluviale raggiunge il suo apice a Lavertezzo, romantico villaggio medievale collegato alla sponda opposta del fiume Verzasca da un elegante ponte a due arcate, il Ponte dei Salti. Noto anche come Ponte Romano – sebbene, date le sue origini medievali, dovrebbe più propriamente essere chiamato Ponte Romanico –, sorge al cuore di un centro di energia vitale particolarmente suggestivo. L'acqua smeraldina, la pietra levigata… ogni dettaglio concorre a creare uno scenario naturale dalla bellezza disarmante. Alla contemplazione, tuttavia, si affianca l'azione: non sono pochi gli impavidi che prendono il coraggio a quattro mani e saltano giù dal ponte per tuffarsi nelle acque del Verzasca, che qui è profondo 7-10 metri. In estate, il richiamo più forte è forse quello dei grotti, che invitano a prendere posto a tavola all'ombra di frondosi alberi e ad assaporare i piatti tipici della gastronomia locale: arrosto e polenta, risotto ai funghi porcini, trota, affettati, formaggio di capra e torta di castagne. 

 

Lugano – Città verde tra parchi e montagne (3)

Montagne dalle forme bizzarre e vegetazione mediterranea contraddistinguono il paesaggio tutt'attorno al Lago di Lugano. Qui, il viaggiatore venuto dal Nord si sente finalmente arrivato a Sud, nella terra del sole e della dolce vita. Tra i centri di energia vitale della città spiccano le alture che le fanno ombra – il Monte Brè e il Monte San Salvatore – e alcuni dei suoi parchi. Perché se c'è una caratteristica che contraddistingue Lugano, è senz'altro la sua anima verde. Si prenda ad esempio Parco Ciani, oasi naturale dai tratti mediterranei adagiata sulla sponda del lago, poco lontano dal centro, e scenario di rilassanti passeggiate con vista sull'incantevole specchio d'acqua e sulle maestose montagne circostanti. La quiete che vi regna, gli alti alberi, le rigogliose piante, le esotiche palme e i caldi raggi del sole sono un balsamo per lo spirito, gli artefici di un'atmosfera a un tempo pacata e stimolante che dona tranquillità e buon umore. 

 

Valle di Lugano – Un paesaggio culturale incontaminato dal fascino meridionale

Quando si parla di Valle di Lugano, si intendono la Val Capriasca (4) e la Val Colla, a nord della città. Seppur poco distanti dal principale centro urbano del Cantone, paiono lontane anni luce dall'incessante attività della vita cittadina. Sono, infatti, lo scrigno di un placido paesaggio culturale fatto di boschi di castagni e maestose cime, deliziose chiesette e paesini dal fascino meridionale. Tanti sono i sentieri che le attraversano, alcuni comodi, altri impegnativi; e tutti, prima o poi, raggiungono un centro di energia vitale. Come ad esempio la chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio, a Ponte Capriasca, nota in special modo agli appassionati d'arte, giacché ospita una magnifica copia della famosa Ultima cena di Leonardo da Vinci, a Milano.

 

Valle di Muggio – L'Alpe di Nadigh e l'Alpe di Genor (5)

La selvaggia Valle di Muggio, con la sua morfologia rocciosa e scoscesa, è la più meridionale delle valli svizzere. Non c'è visitatore che non venga immediatamente conquistato dalla pace che vi regna sovrana, dalla bellezza del paesaggio terrazzato e dal benefico effetto del contatto con la natura, che relega in un angolo della mente i pensieri della vita quotidiana. Avanzando lungo un sentiero che costeggia minuscoli paesi aggrappati agli erti pendii, attraversa ponti e boschi di castagni e si lascia alle spalle nevere e roccoli – in uso un tempo per la conservazione dei prodotti lattiero-caseari, le prime, e la cattura degli uccelli di passo, i secondi –, si scopre poco a poco la vita di una volta e ci si imbatte in inattesi centri di energia vitale, che qui prendono la forma di alpi, terrazzamenti e maggenghi. Partendo da Roncapiano e risalendo il Monte Generoso, si raggiungono, sul crinale occidentale, l'Alpe di Nadigh e l'Alpe di Genor, due luoghi che oltre ad emanare un'eccezionale energia positiva, offrono una veduta mozzafiato della Valle di Muggio. 

 

Valle di Blenio – Sulla strada dei formaggi fino alla fonte del Brenno

L'acqua è alla base della vita, infonde forza e ritempra lo spirito. In nessun altro luogo al mondo la concentrazione di energia è maggiore che là dove l'acqua sgorga dal grembo della terra. Non deve sorprendere, dunque, che uno dei centri di energia vitale più importanti del Ticino sia la sorgente del fiume Brenno. E l'escursione sulla strada dei formaggi del Lucomagno passa proprio di lì. Lungo quasi 7 km, l'itinerario ha inizio presso il lago artificiale in cima al passo e si addentra in un paesaggio da cartolina in cui ombrosi boschi si alternano a verdi prati e tipici pascoli alpini. Strada facendo, si oltrepassano numerosi caseifici su altrettante alpi – l'Alpe di Croce, l'Alpe di Pertusio, l'Alpe Casaccia, l'Alpe Gana, l'Alpe Pian Segno –, i cui squisiti formaggi sono non di rado disponibili all'acquisto. La fonte del Brenno si trova presso l'Alpe Pertusio, a 1830 m s.l.m., su un bell'altipiano che in estate è dimora delle mucche al pascolo. Tutt'attorno alla stalla razzolano allegri i maiali, che sguazzano nelle fresche acque del fiume. Qui si produce un formaggio dei migliori, che più di una volta ha conquistato la medaglia d'oro o d'argento al concorso di Bellinzona. L'escursione termina ad Acquacalda, da dove si può prendere il bus per tornare al punto di partenza. 

 

 

Altre info:

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Finalmente ci siamo! L'agognata libertà (ma sempre con il rispetto delle dovute regole di distanziamento sociale) è arrivata! (1 - 2 - 3)Un periodo buio, inaspettato, sofferto e sopratutto di grandi cambiamenti per cui molte porte si apriranno e altre si chiuderanno per sempre. Ci guardiamo indietro e ci sembra di aver attraversato un sogno con i contorni quasi di un incubo dove alcuni di noi, da ora in poi, rimetteranno in discussione la propria vita e se stessi.Ecco... ora è lecito chiedersi cosa ci rimane del lungo...