31lug 2019
Sostenibilità, slow gardening e altre storie

In questi giorni caldi di agosto mi sono imbattuta in uno di quegli immensi Garden center che offrono soluzioni di ogni tipo per un giardinaggio prêt-à-porter. Veloce, spesso elementare: una sorta di giardinaggio "pigro" dove il nuovo giardiniere preferisce il colpo d'occhio, l'estetica, trapianti ossessivi a discapito di tempi, innesti, semina accurata, pazienza (1)...

Ma che ne è di ciò che mia madre mi ha sempre ripetuto? E cioè che mettere le mani nella terra crea una benefica dipendenza, tale da non poterne più fare a meno? (2 - 3) Sì, perché il ménage giardiniero, quello "sano", dovrebbe essere poesia, lentezza, e perché no, arte mista a tradizione. Bellezza. In una parola, slow gardening, approccio sostenibile alias giardinaggio moderno, "evoluto" che prevede riduzione di ogni tipo di veleno, di orribili diserbanti, uso cauto dell'acqua (che noia il prato all'inglese!), alberi giusti al posto giusto (basta guardarci intorno perché la natura ci parla 4). E, naturalmente, empatia con l'Ibiscus del terrazzo di casa. Diventare madri o padri dei nostri verdi ospiti non è semplice, ma neppure impossibile, purché lavorando lento pede senza cedere alla pseudo filosofia del tutto e subito (5)...

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Lasciata la stagione più cada dell'anno, per noi della Redazione ne inizia un'altra ugualmente "bollente". Sì perché con l'autunno (1) ritornano i molti Saloni del settore food come Host (2) per il mondo Ho.Re.Ca a Milano (dal 18 al 22 Ottobre 2019), dell'interior design come Cersaie a Bologna (3) e del fashion (abbiamo appena concluso l'esperienza profumatissima di Pitti Fragranze a Firenze