Sardegna gourmet - I Pansotti di chef Biggio e Pastificio Luxoro
La pasta fusion sardo-genovese

Carloforte e Calasetta sono così, due cittadine genovesi che si affacciano sul mar di Sardegna, con una cultura gastronomica (1) fusion molto intrigante, che attira ogni anno decine di migliaia di gourmet e di amanti del mare e delle spiagge isolane. C’è solo l’imbarazzo della scelta, dal "tonno di corsa" a maggio e giugno, oggetto cult del Girotonno, al cascà celebrato nei ristorantini e in una apposita sagra, sino al mitico pilau di mare… 

Nelle viuzze di questi borghi marinari, dove si parla ancora genovese, lavorano due paladini della tabarchinità, lo chef Carlo Biggio e il Pastificio Luxoro

L’Antico Pastificio Luxoro è una delle attività storiche di Carloforte (2), da più di quarant'anni produce paste e dolci tipici tradizionali dell'Isola di San Pietro, come i cassulli, i maccaruin, i curzetti, ma anche la fregula e i malloreddus, unendo nel nome della pasta le due anime dei tabarchini. 

Fondato dalla signora Maria Teresa Luxoro da circa dieci anni è gestito dal figlio Antonio Fassio e dal socio Matteo Flumini. Grazie all'amicizia di quest'ultimo con lo chef Carlo Biggio è nata la collaborazione che ha consentito di creare alcuni prodotti che uniscono la tradizionalità con le idee innovative dello chef come i Pansotti con sfoglia al carciofo e ripieno di ricotta e bottarga con un pizzico di maggiorana, che sono in vendita sia nel Pastificio Luxoro, sia nella gastronomia Mamma Fina a Calasetta (3). 

Questi pansotti, nome genovese che significa “panciuti” a causa della rotondità della pasta, consistono in morbidi fagottini di pasta al carciofo sardo con una farcia che unisce la ricotta di pecora con la bottarga di muggine per un sapore unico; il risultato è una fusion di grande carattere e gusto, come tutti i prodotti sardi di eccellenza.

Lo chef consiglia, dopo la cottura al dente, di saltarli in padella con olio evo, burro, salvia, acqua di cottura e una spolverata di bottarga di muggine e scorza di limone, un piatto estivo che invita a venire a conoscere il Sulcis, nel sud-ovest della Sardegna

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Finalmente ci siamo! L'agognata libertà (ma sempre con il rispetto delle dovute regole di distanziamento sociale) è arrivata! (1 - 2 - 3)Un periodo buio, inaspettato, sofferto e sopratutto di grandi cambiamenti per cui molte porte si apriranno e altre si chiuderanno per sempre. Ci guardiamo indietro e ci sembra di aver attraversato un sogno con i contorni quasi di un incubo dove alcuni di noi, da ora in poi, rimetteranno in discussione la propria vita e se stessi.Ecco... ora è lecito chiedersi cosa ci rimane del lungo...