20ott 2019
Parigi - Il Salon du Fromage et des Produits Laitiers
A febbraio 2020, le meraviglie casearie made in France

Dopo aver parlato delle diverse edizioni dei Saloni caseari - tra Bergamo e Brà - del Belpaese, ecco l'esperienza dei nostri cugini d'oltralpe che possiamo a tutti gli effetti chiamare "fratelli di latte". Sì perché proprio all'inizio dell'anno prossimo si apre la 16a edizione del Salon du Fromage et des Produits Laitiers a Parigi Expo Porte de Versailles. Da domenica 23 a mercoledì 26 febbraio 2020, infatti, l'appuntamento internazionale dei formaggi e dei prodotti lattiero caseari di qualità, riunirà circa 280 espositori (produttori, fabbricanti di attrezzature per il commercio, servizi…) e 8.000 compratori provenienti da tutto il mondo (1 - 2). Ad oggi il 77% della superficie è già prenotata. Si sa, i formaggi (3) per i francesi sono un vero e proprio orgoglio universale che risale alla notte dei tempi quando, tra l'altro, lo steso Carlo Magno sponsorizzò il Brie. O quando il generale de Gaulle, in un momento di malumore, dichiarò "come si fa a governare un paese che produce 246 tipi di formaggio?". Oggi, sono molti di più, ça va sans dire, oltre 500 ma ciò che colpisce è certamente il fatturato che genera questo alimento, facendone un business con il segno più. Lo dichiara l'inchiesta condotta dallo stesso Salon du Fromage et des Produits Laitiers: il 69% dei distributori di prodotti caseari ha un giro d'affari in crescita nel 2018 e il 77 % ritiene che aumenterà nei prossimi due anni. Delle prospettive molto soddisfacenti che incoraggiano a diversificare e innovare. Così, il 60 % dei rivenditori di formaggi rinnova frequentemente la propria offerta, il 58% organizza degli eventi nei propri punti vendita (vs 48% nel 2015), il 47% propone delle creazioni originali.

Ma i francesi lo fanno meglio anche quando si tratta di far circolare il proprio brand. Come? Grazie ai social network, Facebook e Instagram, i prescelti dai commercianti di fromages, poiché considerati come ottimi strumenti di comunicazione per fidelizzare i clienti. Se pur notoriamente patriottici inoltre, i negozianti di prodotti lattiero caseari non disdegnano di offrire anche diverse referenze internazionali: ben 16 ossia il 12% dei loro prodotti. Tra questi formaggi i top 5: Parmigiano, Gorgonzola e Mozzarella (Italia), Blue Stilton (Regno-Unito) e Manchego (Spagna). Ragion per cui il Salon du Fromage et des Produits Laitiers 2020 accoglierà un nutrito numero di produttori internazionali (4).

"I risultati di questo studio esclusivo rafforzano l’idea che la nostra professione ha un futuro luminoso davanti a sé. In effetti, grazie alla nostra esperienza e alla nostra conoscenza dei prodotti rispondiamo alle attese dei nostri clienti sempre più attenti alla qualità e alle tecniche di produzione. I rivenditori di formaggi sono aperti a nuovi usi e tendenze di consumo. L’interesse per i formaggi internazionali e l’adattamento della nostra offerta lo testimoniano" - dichiara Claude Maret, Presidente della Federazione dei Rivenditori di formaggi di Francia

Ma vediamo l'attitude dei consumatori francesi...

Il formaggio è una costante quasi quotidiana nella loro vita: che sia per l'aperitivo o per i pasti, difficilmente ne fanno a meno. Ancora... al posto del bouquet di fiori o della bottiglia di vino, quando sono ospiti da amici o conoscenti, preferiscono regalare un vassoio di formaggi. Una tendenza che ci viene ancora una volta testimoniata dal 68% dei rivenditori. Non da meno l'usanza dell'abbinamento (vino, marmellata o miele) tanto che al prossimo Salone francese il pubblico potrà godere dei numerosi eventi collaterali con degli atelier d’Abbinamenti Insoliti oltre che degli stand di confitures e miele. Un esempio? I formaggi a pasta erborinata come il Roquefort preferiscono vini generosi e robusti quali un buon Bourgogne (5).

Insomma, un soggiorno nella ville lumière non potrebbe essere più goloso. Se ci state pensando, continuate a seguire l’attualità del salone su:

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Pioggia, nebbia, freddo, neve. L'inverno, finalmente (1). Almeno dal punto di vista meteorologico perché mentre vi scrivo in realtà siamo ancora nella fase di passaggio autunnale. L'inverno, ufficialmente inizia il 21 dicembre. Ma il tepore casalingo, il clima uggioso e umido, le giornate più corte e sopratutto il Natale che incalza inesorabilmente mi fa venir voglia di cotture lente come il brasato o un sugo che crogioli a lungo. E ancora polenta (2), risotto magari con zucca e castagne (3), zuppe corroboranti (4). E le verdure? In Lombardia andiamo pazzi per la verza (5). In Toscana, dov...