03nov 2020
Milano - Short-circuits, la straordinaria mostra di Chen Zhen
Un omaggio al grande artista all’Hangar Bicocca

Il fantastico sito per l’arte contemporanea di Pirelli presenta un vero evento per la stagione autunnale. La più importante personale di Chen Zhen (1 - 2), una delle principali figure che ha saputo porsi a cavallo tra oriente e occidente, influenzando un’intera generazione di artisti. Nato a Shanghai nel 1955 da una famiglia di medici e cresciuto durante la Rivoluzione Culturale, si laurea alla School of Fine Arts and Crafts divenendone successivamente professore. Nel 1986 si trasferisce a Parigi, sua seconda patria nella successiva parte della sua esistenza. Qui approfondisce gli studi passando, da un iniziale interesse per la pittura, alle installazioni, accostando oggetti della vita quotidiana come letti, sedie, tavoli e dando vita a composizioni che ne cambiano intrinsecamente la loro funzione originaria. Il suo linguaggio spazia da temi politici ad una visione più intimista, ma in entrambi i casi risulta di grande impatto visivo come lo possono essere solo le opere di un caposcuola (3). Il termine Transesperienze, da lui coniato, sintetizza le esperienze vissute, spostandosi da un luogo all’altro, specie in contesti così diversi come la Cina di fine 900, ancora legata alle tradizioni e la Parigi che si preparava al debutto di un nuovo millennio. Il titolo della mostra, cortocircuiti, indica appunto la contrapposizione tra antico e moderno, centro e periferia, spiritualità e consumismo. Ciò è particolarmente evidente in Drumming Mind, la monumentale installazione che apre la mostra, composta da letti, sedie e sgabelli, ricoperti di pelli di vacca (4) che ricordano un gigantesco strumento a percussione: attivata, in particolari occasioni, da danzatori che lo percuotono, dando origine ad un emozionante live act. In tutto le opere sono 24, ognuna di grande impatto emotivo e lo spazio che le accoglie è così ampio da garantire un'esperienza in totale sicurezza allo spettatore. 

Mostra dell’anno per il contemporaneo senza alcun dubbio. Visibile fino al 21 febbraio 2021.

 

Altre info: 

 

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EDITO

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