28mag 2022
Milano - Apre Ricci Osteria
La cucina pugliese di qualità

Un nuovo gioiello della ristorazione si aggiunge ad una delle vie più rinomate per la ristorazione milanese. Apre, infatti, in via Sottocorno 27, il progetto di una nota coppia di chef pugliesi, da anni ai vertici della regione, denominata tacco d’Italia, da sempre straordinario giacimento di prodotti di alta qualità. Antonella Ricci e Vinod Skodar (1), già stellati in quel di Ceglie Messapica (Br), grazie ad un felice incontro con Massimiliano Paradisi e Marco Postiglione, soci fondatori di Ricci Osteria che hanno permesso l’arrivo nella città meneghina di una cucina tipica di indubbia levatura (2). Un luogo dove sentirsi a casa e respirare l’aria dell'affascinante regione del sud, attraverso piatti concreti (3), eseguiti con ingredienti di produttori locali. Colpisce, in primis, la carta agile dalle note mediterranee, forte della personale interpretazione di Antonella e Vinod, coppia anche nella vita oltre che ai fornelli, insieme al giovane resident chef Francesco Bordone (4). Già gli antipasti sono un inno al territorio con il “sole di Puglia“ composto, secondo mercato, da fiori di zucca fritti (5) ripieni di una ricotta di eccellente qualità, capocollo e formaggi di latte vaccino e caprino, la frisella con pomodorini e una parmigiana di melanzane, olive di Cerignola e carciofi sott’olio, il territorio impera. Burrata, taralli, pizza barese, spaccatelle con ricotta forte e buccia di pomodoro essiccata, completano il ricco carnet d'ingresso. Tra i sontuosi primi, le orecchiette ai tre pomodori con la giusta callosità che si richiede a questo tipo di pasta e un piatto signature, le gocce di ricotta avvolte nella semola, pesto di zucchine, pancetta croccante e tartufo nero in carta nella loro casa madre sin dal 2002 con immutato successo. I secondi sono sia di pesce che di carne, ma anche, come si confà ad una delle regioni cardine della verdura, con interessanti proposte vegetariani. Citiamo ad esempio il misto di agnello arrosto, bombette di maiale e rotolo di salsiccia, l’orata di mare, briciole di taralli, erbe mediterranee, purea di patate. L’eccezionale purea di fave essiccate al sole, battuto all’olio extravergine, verdura di stagione, cipolla rossa in agrodolce e peperoni friggitelli, può essere sia un primo, sia un secondo e racchiude tutti i sapori della Puglia. Vino, olio e distillati sono anch’essi locali, grazie alle chicche di Agricola Felline. Varvaglione 1921 per quanto riguarda il nettare di bacco in versione bollicine bianche e rosé, realizzate con vitigni autoctoni quali il Negramaro. Non mancano importanti rossi come il Primitivo, l’Aglianico e il Sussumaniello. Frantoio Muraglia di Andria fornisce, invece, un fantastico olio evo da varietà coratina e peranzana. Anche nei distillati la regione la fa da padrona con il gin Muma ricco di sei botaniche mediterranee, acqua di mare e un ingrediente segreto e Altamura vodka da una miscela di antiche varietà locali di grano duro. Suggestivo altresì il locale (6) la cui decorazione è stata affidata all’architetto Rossana Parizzi, sul modello delle masserie pugliesi, i colori della campagna e una mise en place che esalta la semplicità, impreziosita dalle ceramiche di Grottaglie di Enza Fasano. Infine, un piccolo dehors con 14 coperti con piante e ombrelloni. Assolutamente da provare per sognare quelle magiche terre in attesa delle vacanze.

 

Altre info:

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Pensavamo fosse un brutto sogno. Una possibilità molto remota se non inammissibile. Che non ci avrebbe mai toccato anche indirettamente. La guerra (1). Solo scriverla o pronunciarla mette i brividi. Ci lascia interdetti, basiti, increduli. Con i suoi assurdi scenari e il suo linguaggio riaffiora dalla storia nel cuore dell’Europa. Copri fuoco. Bombardamenti. Vittime civili. Bambini disperati. Gente alla ghiaccio e senza cibo per ore interminabili. Code di carri armanti. Le sanzioni economiche che pesano sempre di più. L’indomabile resistenza ucraina. E poi migliaia di