Le cinque mascherine d’autore più eleganti made in Sardegna

In principio erano solo verdi, chirurgiche, tonalità che ispira sicurezza, o bianche, colore che ispira igiene e pulizia. Non serve essere un esperto di psicologia dei colori per leggere le scelte degli italiani in materia di mascherine. Nel corso delle settimane molte sartorie, ricamifici, aziende di prêt-à-porter (quelle che non hanno delocalizzato negli ultimi 10/15 anni in Cina, Bangladesh ecce cc.) e atelier di alta moda hanno rimesso in moto le macchine da cucire e hanno confezionato milioni di mascherine. Sia per motivi umanitari e patriottici, donandole, sia per venderle e provare cosi a sopravvivere al più brutto periodo economico che l’Italia abbia attraversato dal secondo Dopoguerra. 

In Sardegna, dove l’artigianato tessile e la sartoria per fortuna, nonostante tutto, hanno ancora un loro peso specifico, con protagonisti creativi e professionali, sono state prodotte delle mascherine che, al di là della loro funzione d’uso, sono davvero bellissime. 

Perché ormai i DPI (mascherina e guanti essenzialmente) sono diventati i nostri compagni in tutte le uscite fuori casa; da indossare durante la spesa nel quartiere, in ufficio, durante la passeggiata e lo sport individuale, in visita ai congiunti eccetera.

E allora “mascherare” l’inevitabilità dell’indossare un pezzo di stoffa o TNT coprendo così naso e bocca, diventa un momento di eleganza, di orgoglio identitario, di “gioco” mi si passi il termine, per esorcizzare ansie e preoccupazioni di questo periodo.

Ecco a nostro insindacabile giudizio le cinque mascherine più eleganti ed aggraziate di Sardegna, ovviamente tra quelle adocchiate sui social o sui quotidiani online. Si tratta, è bene ripeterlo, di una scelta estetica e non funzionale, che prescinde dalle caratteristiche tecniche. In ogni caso è sempre buona norma rispettare il distanziamento sociale e non toccarsi il viso con le mani.

Per il resto un pizzico di glam, non guasta mai!

 

 

1 - Le mascherine ricamate con “su ballu tundu” di Sorris di Sardinnya (Cagliari).

2 - Le mascherine in pura seta della Sartoria Modolo di Orani (Nu).

3 - Le mascherine in broccato sardo della stilista Daniela Mulas di Gergei (Ca).

4 - Le mascherine dell’atelier Onda Blu Confezioni di Arzachena (Ss).

5 - Le mascherine della designer cagliaritana Mara Damiani e dell’imprenditore di Calangianus Giovanni Pasella, che uniscono idealmente nord e sud Sardegna, di cui hanno parlato anche alcuni quotidiani; parte del ricavato della vendita, infatti, va in beneficenza.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Finalmente ci siamo! L'agognata libertà (ma sempre con il rispetto delle dovute regole di distanziamento sociale) è arrivata! (1 - 2 - 3)Un periodo buio, inaspettato, sofferto e sopratutto di grandi cambiamenti per cui molte porte si apriranno e altre si chiuderanno per sempre. Ci guardiamo indietro e ci sembra di aver attraversato un sogno con i contorni quasi di un incubo dove alcuni di noi, da ora in poi, rimetteranno in discussione la propria vita e se stessi.Ecco... ora è lecito chiedersi cosa ci rimane del lungo...