21set 2020
La carta della Francia secondo Cendrine Bonami Redler
"Sì, viaggiare...", guidati dal buon cibo è meglio

In Italia non sono in pochi a seguire questa raffinata illustratrice francese. Nella sua patria è un vero mito. La "dame" in questione che ci piace raccontare è Cendrine Bonami Redler (1 - 2), artista e celebre nel settore dell'architettura in quanto esperta nella segnaletica di spazi pubblici e privati. Numerosi i suoi libri ricchi di disegni di rara bellezza come il superlativo "Dans son jus" uscito l'anno scorso, un vero e proprio viaggio tra i bistrot di Parigi, quelli in via di estinzione perché soppiantati dalla ristorazione globalizzata e senz'anima (3). Con i testi di Patrick Bart, incantano i disegni sofisticati che narrano di una specie che sta morendo, i bistrot appunto, dal ritrovo degli intellettuali del VI arrondissement fino agli artisti di Montmartre della ville Lumière. La nostalgia è garantita ma anche il fascino delle tante illustrazioni fortemente evocative del testo. Ma la Bonami Redler (4) è un vero vulcano: ultima la sua interpretazione della Francia in versione "cartografica". Il grande esagono è rappresentato "a simboli", a tratti appetitosi: molti i luoghi, infatti, connotati da cibi icona della tradizione, dal formaggio, alle mele, alle ostriche. Parigi la baguette (5), ça va sans dire,  Dijon l'omonima senape, Vesul le ciliegie. Non solo food però... come resistere al richiamo di Limoges, patria di quella "vaisselle" che noi donne adoriamo?

Che dire...  un coup d'oeil et voilà, l'itinerario è fatto. Non resta che decidere se partire alla scoperta del formaggio di Aurillac o della birra alsaziana. Una sorta di invito a immagini, di auspicio a riscoprire gli "atout" gastronomici dei cugini d'oltralpe. Un monito per i suoi stessi compatrioti a godere, da nord a sud, delle meraviglie al palato di cui la "belle France" è feconda. Un messaggio che vale anche per noi e per i nostri piatti della memoria. Meditate...

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Eccoci scivolati anche un pò bruscamente nel fresco autunnale (1), quello che "chiama" il tepore di indumenti più pesanti o il fuoco acceso di un camino. Ritornano riti domestici come il cambio di stagione del guardaroba o la messa a dimora delle piante "non rustiche".  E poi c'è il food che come ogni fase dell'anno si veste di connotati diversi: l'uva sale alla ribalta, insieme al delizioso caco. E che dire dei funghi? Dai finferli, agli ovoli, ai porcini (2). Le castagne e le zucche per vellutate saporite e corroboranti (3). Se siete dei cultori dell'insalata, eb...