14mag 2019
Idee viaggi e vacanze - Il Montenegro
Tra natura selvaggia e gastronomia

Dell'inviata Milena Padula (1 - Nella foto).

 

Il colore scuro ed intenso delle montagne dà nome al Montenegro, piccolo stato balcanico che si affaccia sull’Adriatico (2 - 3), e proprio le montagne sono il filo conduttore di un viaggio tra natura, storia e gastronomia.

A partire dall’antica capitale Cettigne, dove l’unico re di questo piccolo stato ha governato per quasi 60 anni fino all’esilio in Francia nel 1918. In queste montagne dove ci sono sempre state più pistole che uomini, l’esistenza era difficile ed i piatti più tipici della tradizione montenegrina rispecchiano proprio la vita dura delle altitudini. Carni cotte sotto una campana di metallo collocata sotto la cenere, formaggi di capra ed il rinomato prosciutto affumicato Njegusi, ancora oggi uno dei piatti più conosciuti.

Non lontano dall’antica capitale si trova il lago di Scutari (4), il cui paesaggio unico nel suo genere trasporta in un’altra dimensione fatta di isolotti che affiorano sull’acqua, tappeti di ninfee che emergono come per magia e distese di verde intenso. Raccomandato è un giro in barca fino allo Stari Most, il ponte dove il re Vittorio Emanuele III accolse la sua promessa sposa, Elena del Montenegro, ultima regina d’Italia. Vicino al ponte c’è lo storico omonimo ristorante le cui specialità sono le carni e il pesce del lago, come la carpa e la trota, ed i formaggi tipici.

Le montagne la fanno da padrone anche lungo la costa adriatica dove il fiordo delle bocche di Cattaro (5) affascina per il contrasto tra le scure montagne e l’acqua cristallina del mare. L’architettura veneziana ricorda la dominazione della Serenissima che ha regnato per più di quattro secoli, lasciando in eredità linee eleganti di palazzi, chiese e campanili che oggi vengono accuratamente restaurati.

Da Cattaro, a Perast (6), a Budva (7), si può gustare dell’ottimo pesce, che finisce nelle reti dei pescatori locali; ogni ristoratore ha il proprio pescatore di fiducia che fornisce ogni giorno branzini, triglie, frutti di mare, crostacei. Particolarmente rinomato è il polpo preparato sia alla griglia che all’insalata. Un dolce tipico della zona è la torta Perast a base di mandorle, amaretti ed acqua di rose che ha il pregio di rimanere fresca lungo ed essere un ottimo dolce per i pescatoti che vanno per mare.

Ovviamente questa zona è anche il paradiso dei velisti; il vento di maestrale quasi costante, il fiordo delle bocche di Cattaro, l’ospitalità degli abitanti offre una vacanza che permette di godere della natura selvaggia e di paesaggi unici. Da non dimenticare  le mete super esclusive come Sveti Stefan, l’ hotel che sorge su un’isola privata, un tempo villaggio di pescatori, oppure Porto Montenegro pieno di yatch, hotel di lusso e di negozi delle marche più rinomate.

La capitale Podgorica è di più recente costruzione di nuovo circondata dalle belle montagne “nere”. È il centro politico del paese dal 2006 quando il Montenegro è diventato indipendente dalla Serbia a seguito di un referendum. La città può vantare alcuni ristoranti di buon livello ed in particolare il ristorante Porto, molto suggestivo, frutto di un accurato restauro di un’antica abitazione. La sala è un grande giardino d’ inverno con grandi vetrate, muri in pietra che ricordano l’ architettura locale e alberi di ulivo e palme tra i tavoli.

Fil rouge la tradizione e piatti a base di pesce freschissimo; il polpo in insalata oppure arrosto, la tartare di tonno, il risotto al nero di seppia, la grigliata di pesce e la tipica verdura alla dalmata sono i piatti di punta dello chef. I dessert nel menu non sono tanti ma va sicuramente segnalato il Trilece, un dolce morbido e gustoso a base di pan di spagna, latte condensato e panna, ricoperto di caramello (8 - 9).  

Un discorso a parte meritano i vini e a questo proposito è da segnalare l’azienda vinicola Plantaze che sta assumendo un ruolo sempre più importante nella produzione di vini locali; infatti  possiede ad una trentina di chilometri dal mare, vicino al lago di Scutari, uno dei vigneti più estesi d’ Europa con 2,330 ettari di filari di viti. Le etichette sono numerose e molte di queste vengono anche destinate all’esportazione. Da segnalare i vitigni autoctoni Krstac e Vranac, ma buona è anche la produzione dello Chardonnay e del Cabernet; per aggiungere una nota di folklore locale, alcune delle  botti sono custodite in caverne che durante il regime di Tito fungevano da hangar per gli aerei della flotta dell’ex Jugoslavia.

L’estate si avvicina e vale davvero la pena trascorrere una vacanza in questo piccolo gioiello incastonato nella penisola balcanica tra montagne selvagge e acqua cristallina, dove si può godere delle bellezza della natura e della gastronomia locale.

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Tempo di belle giornate, tempo di convivialità. Questo è il lusso "secondo me". Quel tempo, anche vuoto, da dedicare a se stessi, il dolce far niente, senza ansia, scadenze o stress. Per sognare, meditare, lascia liberi i pensieri e, sopratutto per conversare con gli amici (1). Senza cerimonie, senza formalità o obblighi. Magari intorno a un tavolo (2 - Tognana: ciotole Zoe), all'aperto, a "chiacchiera" come dicono i toscani: a gustare asparagi freschi (3 - verdi, bianchi o violetti) o verdure come i sempre amati f...