13lug 2019
Ghiaccio nell'acqua aromatizzata? Sì, ma occhio ai batteri
I consigli di INGA per un ghiaccio sicuro

In un'estate così bollente il ghiaccio in cucina per rinfrescare bibite o creare gustose granite non è mai stato più gradito (1). Semplici cubetti che possono fare la differenza in una cena sotto il pergolato o per un aperitivo a base di Prosecco, a casa come al bar (2). Ma... c'è un ma. Il ghiaccio che finisce nei nostri bicchieri quanto è "sano"? Può essere contaminato magari da una scarsa igiene o da manipolazione impropria (3)? Questo tema è stato evidenziato recentemente dall’Istituto nazionale per il ghiaccio alimentare INGA - Ente preposto allo studio, promozione e diffusione di una corretta informazione sul Ghiaccio Alimentare - che ricorda l’importanza di attenersi ad alcune regole basilari nel caso di produzione o autoproduzione di ghiaccio alimentare. 

Non tutti, infatti, sono consapevoli che il ghiaccio alimentare, come refrigerante (ad esempio nelle preparazioni culinarie) o come ingrediente, è un alimento; Ne consegue, spesso, un uso improprio, certamente non conforme alle norme e prassi igieniche. Può essere infatti contaminato da diverse specie di batteri e agenti chimici a causa dell’utilizzo, per esempio, di acqua non "pulita" in fase di stoccaggio, manipolazione e utilizzo. Il pericolo? Piccoli disturbi ma anche problemi più importanti sopratutto se a consumare il ghiaccio "impuro" sono bambini, persone anziane o malate. “Il passo fondamentale è prevenire situazioni ad alto rischio di contaminazione attraverso un’educazione consapevole alla produzione e all’utilizzo del ghiaccio, che tuttora stenta ad essere considerato un alimento” - afferma Carlo Stucchi, Presidente INGA.  

Ecco quindi un utile e pratico decalogo redatto da INGA per preparare il ghiaccio in casa in tutta sicurezza:

 

1) Pulizia del vano refrigerante ogni volta che si accumulano residui di cibo (nonostante sia surgelato) o ghiaccio sulle pareti, che incamera ogni eventuale residuo e può comunque sfarinarsi e cadere sulle vaschette portaghiaccio.

2) Pulizia delle vaschette, con normali detersivi per i piatti, prima di ogni nuovo utilizzo.

3) Refrigerazione rapida dell'acqua posta nelle vaschette a -18°C.

4) Conservazione ad almeno 5 -10 °C sotto lo zero, per evitare liquefazioni (terreno ideale per sviluppo microbico) e ricongelamenti.

5) Isolamento delle vaschette da quanto contenuto nel freezer/congelatore: coprendole una per una con foglio di alluminio o utilizzando i sacchetti appositi, si possono poi impilare e porre tutte insieme in un contenitore della giusta misura.

6) Conservazione del ghiaccio per non più di 4-6 settimane dalla preparazione.

7) Utilizzo del ghiaccio conservato in ciascuna vaschetta in una volta sola (scartare quello non immediatamente utilizzato).

8) Facilitare la fuoriuscita dei cubetti dalle vaschette ponendole brevemente a contatto con acqua calda.

9) Utilizzare pinze o cucchiai puliti per trasferire il ghiaccio nei bicchieri, vassoi, piatti o nel tritaghiaccio.

10) Attenzione alla pulizia dei macchinario usato per tritare il ghiaccio.

Nel caso di frigoriferi provvisti di preparatore automatico di ghiaccio, si consiglia di seguire le procedure di manutenzione e sanitizzazione dell'apparecchio, contenute nei libretti d'istruzione.

 

Per saperne di più:

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

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