25nov 2018
Focus design - Voglio un quadro, anzi un... "quadrone"!
Bardi riedita il mitico divano "Quadrone" del 1975

Parliamo di mobili, anzi di divani, anzi del DIVANO: proprio così, il desiderio di cambiare impera, ma cambiamento non significa dimenticare ciò che è e sarà sempre un “evergreen”. Lo scorso 22 novembre, ci siamo recati al primo evento di #designdautore che ha inaugurato il nuovo Concept Store Bardi di Firenze. L'appuntamento è stata l'occasione per la storica Maison di mobili per presentare o meglio ri-presentare un classico moderno che, guarda caso, più classico e più moderno allo stesso tempo non potrebbe essere (1 - 2). Ci riferiamo ad una vera icona del design, il divanoQuadrone” (3 - 4) che fu mostrato per la prima volta al Salone del Mobile di Milano nel 1975. Progettato dal trio pluripremiato di Internotredici, Gianni Ferrara, Carlo Bimbi e Nilo Gioacchini, non ebbe, purtroppo, un grande successo di pubblico, benché apparso all'epoca su molte riviste nazionali ed estere.
Ci racconta la designer del tessuto Graziella Guidotti di cui abbiamo già parlato il 18 maggio 2017 QUI, che si occupò della progettazione della parte tessile del "Quadrone" - "Purtroppo quando nacque aveva una forma per allora troppo dirompente, nuova, all'avanguardia, certamente di difficile comprensione per una clientela abituata a un gusto borghese, se non anche di stampo ancora ottocentesco".
Oggi l'azienda toscana ha deciso di riproporre questo imbottito simbolo, certa che in un epoca come la nostra dove prevale il concetto di "stanze fluide" e gli arredi sono capaci di trovare il proprio posto in qualsiasi zona della casa, un complemento di così grande flessibilità possa essere vincente.
Ma spendiamo due parole sul perché "Quadrone" è, oggi più che mai, un must...
Un divano con l'anima, così potrebbe essere definito proprio per la sua capacità di trasformarsi e reinventare l'ambiente che lo ospita: letto matrimoniale o singolo, pouf, divano, chaise-longue, poltrona etc. Basta un gesto per azionare il semplice meccanismo e interpretarlo come più ci piace. Un giorno è living, il giorno dopo è camera da letto o zona ufficio. E soprattutto è l'emblema della condivisione, luogo domestico di relazioni, in cui parlare e stare insieme, ma anche di relax in cui leggere, riposare e dormire.
Trasformabilità come segno di modernità. "Ci auguriamo che, proprio per la sua purezza delle forme, sia ben recepito dal mercato" - afferma Massimo Bardi (5) durante l'evento - "Sarà nostra volontà intercettare un price point tale da renderlo fruibile da un largo pubblico, affinché rientri nelle case degli italiani e non solo, confermandosi, in tutto e per tutto, un arredo intramontabile".
Sempre la Guidotti ci invita ad apprezzare il tessuto più tecnologico del suo "capostipite": leggero, facile da pulire e resistente.
Soffermandomi a guardare questo gioiello del design italiano il mio pensiero corre ad un nobile antenato: Hoffmann e il suo “Kubus” del 1910 che ha sfidato il secolo. E così la modernità dei designers di Internotredici che anticipava la scomponibilità degli arredi, oggi fondamentale per la diminuzione dei metri quadri, almeno nelle grandi città. Infine mi viene da pensare che per stare davvero bene nei nostri ambienti domestici dovremmo circondarci solamente di poche cose, belle e intelligenti. Proprio come il "Quadrone" (7).

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Tempo di belle giornate, tempo di convivialità. Questo è il lusso "secondo me". Quel tempo, anche vuoto, da dedicare a se stessi, il dolce far niente, senza ansia, scadenze o stress. Per sognare, meditare, lascia liberi i pensieri e, sopratutto per conversare con gli amici (1). Senza cerimonie, senza formalità o obblighi. Magari intorno a un tavolo (2 - Tognana: ciotole Zoe), all'aperto, a "chiacchiera" come dicono i toscani: a gustare asparagi freschi (3 - verdi, bianchi o violetti) o verdure come i sempre amati f...