Felici a cinquant’anni? Vi spieghiamo come

Michaela K. Bellisario e Claudia Rabellino Becce hanno appena dato alle stampe Felici a cinquant’anni. E se fosse una golden age? (1 - 2)

È una domanda complessa, che però insinua nella mente di noi cinquantenni la curiosità di leggerlo e un briciolo di velato ottimismo che già si respira dal titolo. 

Il libro si presenta come una guida ai 50 anni. Le cinquantenni oggi in Italia sono circa 6 milioni, diverse tra loro, ognuna con la sua irripetibile e complessa biografia. Per certi versi, mi dicono le autrici, le cinquantenni sono delle “sopravvissute”, passate attraverso tante tempeste della vita: lutti, separazioni, fallimenti. L’età porta il coraggio di oltrepassare la soglia ed entrare in una nuova fase dell’esistenza, in cui dare finalmente valore alla unicità di ciascuna. 

Non sono molti i libri dedicati a questa deliziosa età di mezzo e l’approccio è originale: accende un faro sui temi comuni di questa età: la menopausa, il corpo che cambia, il sentirsi a metà tra passato e futuro, ma anche le energie e le consapevolezze nuove che convergono in una nuova visione di futuro ancora tutto da inventare.

“Felici a 50 anni” insomma non è solo un libro, come hanno dichiarato le due autrici, è una presa di posizione contro la discriminazione basata sull’età, un movimento che ha in sé una componente rivoluzionaria perché si propone di rovesciare schemi fino ad oggi dominanti nei quali le autrici non si riconoscono. I 50 anni non sono la “mezza età”, rappresentano la pienezza di una golden age. Il concetto, mi dice Claudia Rabellino Becce, raggiunta al telefono, “è non seguire copioni scritti da altri ma fare noi le nostre regole, per questo abbiamo scritto un manifesto che si propone di ridefinire in chiave di empowerment questa fase della vita”.

“Nel libro” continua Claudia “abbiamo raccolto molte testimonianze di donne che nei loro “anta” si sono reinventate. Abbiamo sperimentato in prima persona la forza delle donne che ispira le altre donne. Vogliamo continuare a dare voce a queste storie di restart anche attraverso il nostro sito www.felicia50anni.it dove chiunque può contattarci e raccontarci la sua esperienza di “reevolution”.

Secondo Claudia la menopausa è un tabù e non da poco: c’è una vera e propria congiura del silenzio intorno a questa, del tutto naturale, fase della vita. Questo porta alcune donne a viverla con pudore, con vergogna. Bisogna scrollarsi di dosso pregiudizi e stereotipi negativi, parlarne, informarsi, soprattutto su come minimizzare gli effetti che incidono sulla qualità della vita. Poi semplicemente ignorarla, continuando a vivere con pienezza anche la femminilità.

“Noi pensiamo che i 50 siano un nuovo capitolo della nostra vita diverso da tutti gli altri. A trent’anni hai entusiasmo, energie e progettualità, ma ti manca quella “compiutezza” che solo la consapevolezza dei 50 può darti. Il “restart” dei 50 è diverso da quello dei 30. Ora sappiamo chi siamo e cosa vogliamo. La longevità va di pari passo con la visione del futuro. Avere davanti ancora trent’anni da vivere al meglio ci consente di tirare fuori dal cassetto nuovi progetti di vita, d’amore, di lavoro e questa volta per realizzarli possiamo usare il nostro asset più importante: l’esperienza” conclude Claudia.

Un’ultima battuta allora: “La ricetta per vivere bene questa età dorata Claudia?”

“Innanzitutto, perdonarsi e volersi bene, il che ha come corollari l’assertività e un certo sano egoismo. Dobbiamo concederci di essere felici. Il passo successivo è passare dal sé al noi. A 50 anni abbiamo responsabilità verso gli altri, soprattutto le generazioni future. Ecco che, per esempio, anche le scelte green diventano importanti”.

E allora buona felicità, assertività e senso di responsabilità alle splendide cinquantenni di oggi e di domani.  

 

 

 

 

 

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