03ott 2020
Chianti Classico - Fattoria Santo Stefano
Passione di famiglia tra etichette esemplari e ospitalità unica

Il Chianti, la sua campagna, i casali tipici e, naturalmente, Bacco. Tutti plus che rappresentano da sempre i "desiderata" per eccellenza del mondo intero, in primis per gli americani. Ora, per ovvi motivi di emergenze sanitaria, i target sono cambiati: il forte rilancio dell'enoturimo chiama in particolare un pubblico di prossimità, ma ciò non toglie che questo lembo di Toscana resti tra i più fortunati e attrattivi del Bel Paese.

Una terra vocata al Sangiovese dove si producono vini dalla grande personalità, strutturati e profumatissimi.

E' il caso di Fattoria Santo Stefano, perla di Greve in Chianti (1 - 2). Qui, proprio in occasione di un esclusivo aperitivo in vigna (3) andato in scena recentemente per celebrare il periodo della vendemmia, abbiamo degustato etichette “speciali” abbinate ai sapori autentici della terra chiantigiana. Da un gradevolissimo Rosato 2019 6 Rose "impegnativo" e di carattere, al loro Chianti Classico cavallo di battaglia della maison per i numeri di produzione, al Drugo riserva Magnum 2014, fino alla chicca per eccellenza la Gran Selezione 2011, vero trionfo di eleganza (4 - 5).

Ma prima di entrare nel vivo del nostro viaggio sensoriale al palato, spendiamo qualche parola sulla forza di questo brand che fonda qualità e valori proprio sul terroir dove corrono filari curatissimi di Sangiovese, Trebbiano e Malvasia, impiantati dalla generazione precedente. E poi il microclima, la conformazione locale e, ultima ma non meno importante, la passione che si tramanda da padre in figlio. In questo caso, in figli, Elena, Chiara Anna, Agostino, Bruno e Maria tutti con professioni diverse, tutti desiderosi di tornare alla proprie radici. Chi più, chi meno: nessuno è rimasto sordo alla vita in vigna e a tutto ciò che comporta. A loro è da attribuire la scelta di nuovi assetti vitati, tra cui ancora Sangiovese e Cabernet Sauvignon.

Così il Rosato 6 rose (6 come il numero dei fratelli), schietto, deciso, dal colore intenso di ciliegia è un vino decisamente riuscito (6), forse addirittura un fuori classe per la sua gamma in una regione, la Toscana, che non vanta, in generale, rosé particolarmente interessanti. Abbinato con formaggi anche stagionati conquista senza alcun dubbio.

Magnifico, già al primo sorso, la Gran Selezione 2011, emblema del savoir faire vitivinicolo dell'azienda. Così come il Chianti Classico Riserva “Il Drugo”, un rosso intenso, al naso una buona complessità con sentori tipici del Sangiovese, presente per il 90% insieme a Cabernet-Sauvignon e Merlot. Ottima l'armonia tra naso e palato dove il gusto è ben bilanciato nelle componenti tanniche e nell’acidità. Da provare con il Peposo della tradizione o, perché no, con un delizioso maialino sardo.

La tenuta oltre ad essere una realtà agricola di tutto rispetto, contempla anche un Relais con una villa che può ospitare fino a 14 persone e 8 case in stile "rustico" da 6 posti letto. Chiude il romantico quadro bucolico per una villeggiatura che non si dimentica, una stupenda piscina circondata da giardini lussureggianti.

Che sia per una visita guidata alla cantina, un aperitivo tra cipressi secolari o un week end in pieno relax, la realtà di Santo Stefano racconta serietà e impegno caloroso di generazioni le cui impronte sono ormai "incise" nella nobile terra toscana.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Eccoci scivolati anche un pò bruscamente nel fresco autunnale (1), quello che "chiama" il tepore di indumenti più pesanti o il fuoco acceso di un camino. Ritornano riti domestici come il cambio di stagione del guardaroba o la messa a dimora delle piante "non rustiche".  E poi c'è il food che come ogni fase dell'anno si veste di connotati diversi: l'uva sale alla ribalta, insieme al delizioso caco. E che dire dei funghi? Dai finferli, agli ovoli, ai porcini (2). Le castagne e le zucche per vellutate saporite e corroboranti (3). Se siete dei cultori dell'insalata, eb...