21giu 2022
Cappelli Doria 1905 - “Match point” con stile
La nuova linea che guarda al tennis

Inno al tennis, al mare e ai colori del Salento. Questi gli atout della nuova collezione PE23 by Doria 1905, vero "re-fresh" di modelli irresistibili, appena presentata all’ultima Edizione di Pitti Uomo 102, sia allo stand dedicato, sia in occasione di un evento all'Hotel Bernini Palace di Firenze.

“Abbiamo deciso di dare risalto ciò che per noi è sempre stato un focus importante e cioè il tennis, vero sport musa dell’azienda” - ci ha raccontato durante l’intervista la stilista della maison Alessandra Maregatti (1). 

La bauxite quindi che è anche il colore dei campi da tennis ritorna in copri capo all-over anni ’80, con il logo del brand e la spugna tergi sudore. Per dei match da giocare con stile, pratiche visiere e poi caps, bucket in canvas stampato e, non ultima, la loro "denim version" che strizza l’occhio allo street-sportswear (2 - 3 - 4).

Mare, Bauxite e Nuvola si susseguono, intervallati da nuance naturali, Frumento, Olivo, Lavanda, Tufo, Brughiera, in un gioco di colori a tratti positivo/negativo, che passa per i cappelli iconici, arrivando fino alle grandi novità della stagione. Celebrando il fascino della terra che ha dato i natali a Doria.

E che dire del gioco di intrecci dalla sapiente maestria dei partner greci profondi estimatori del savoir faire salentino? Chic e casual, bellezza e qualità, dove la leggerezza dei materiali e della linee la fanno da padrone (5 - 6).

Intrecci di giunco, quindi, tradizione antica, si arricchiscono di un décor unico e irripetibile, canapa e sfridi di tessuto di recupero creano inedite trame, per dare ai materiali una seconda vita.

Ci piace l’uomo (e non solo) Doria che verrà: sofisticato, certo ma anche outsider quanto basta, un pò dandy e sopratutto globetrotter. 

 

Altre info:

 

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Photo Credits

Photo 1 : gianfranco gori
Photo 2 : gianfranco gori
Photo 3 : gianfranco gori

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Pensavamo fosse un brutto sogno. Una possibilità molto remota se non inammissibile. Che non ci avrebbe mai toccato anche indirettamente. La guerra (1). Solo scriverla o pronunciarla mette i brividi. Ci lascia interdetti, basiti, increduli. Con i suoi assurdi scenari e il suo linguaggio riaffiora dalla storia nel cuore dell’Europa. Copri fuoco. Bombardamenti. Vittime civili. Bambini disperati. Gente alla ghiaccio e senza cibo per ore interminabili. Code di carri armanti. Le sanzioni economiche che pesano sempre di più. L’indomabile resistenza ucraina. E poi migliaia di