27gen 2020
Boom di bollicine italiane
Anche all'estero è record storico

Le bollicine made in Italy (1) piacciono a casa nostra come oltre confine. Lo sottolinea Coldiretti dichiarando l'evidente supremazia dello spumante nel carrello - prodotto ormai di consumo quotidiano - con un'impennata del 13%, sulla base delle ultime proiezioni su dati Ismea relativi ai primi nove mesi del 2019. Ma quali sono le bollicine italiane preferite al mondo? Tra gli altri il Prosecco, l’Asti e il Franciacorta...

"Il successo delle bollicine italiane" – sottolinea la Coldiretti – "si estende anche all’estero dove finiscono circa i ¾ delle 750 milioni delle bottiglie prodotte in Italia grazie ad un balzo del 9% nelle esportazioni. Un risultato senza precedenti per lo spumante che in quantità domina nettamente nei brindisi globali davanti allo champagne francese e non è caso che proprio verso Oltralpe si registri un balzo del 24% delle esportazioni con la Francia che è diventata il quarto Paese acquirente nel mondo".

Sempre in territorio straniero, anche gli inglesi dimostrano una passione particolare per il nostro Prosecco e non solo... Tutt'altro che scoraggiati dalla Brexit, infatti, rappresentano il primo mercato di sbocco delle spumante italiano con le bottiglie esportate che fanno registrare un aumento del 4% nelle vendite, mentre gli Stati Uniti sono al secondo posto con un balzo dell’13% pur in presenza di tensioni commerciali e timori collegati ai dazi.

Un vino da tavola, da consumare ogni giorno e non solo per brindare in occasioni particolari. E come ne abbiamo scritto l'11 dicembre 2018 QUI, un nettare adatto altresì come ingrediente per i cocktail più svariati. Un vero passe-partout, anche per il brunch domenicale e in ogni stagione. 

 

Ecco 3 consigli per i vostri acquisti "spumeggianti"...

 

1 - Cantina Ruggeri, Valdobbiadene Prosecco Extra Brut. (2)

Il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. Saltèr vanta una spuma compatta e soffice e un perlage fine, generoso e persistente. All’olfatto si fa strada una sfumatura floreale che lascia successivamente spazio ad un frutto ampio di mela verde croccante e pera Williams. Il gusto asciutto, fresco e delicato, equilibrato e dal lungo finale, lo rende ottimo sia come aperitivo che per accompagnare il pasto. L'Extra Brut è ideale per esaltare al massimo il grande carattere del vitigno Glera e delle altre varietà autoctone Verdiso e Perera, che da secoli impreziosiscono i vigneti delle colline del Valdobbiadene. 

 

2 - Moser Trento, Extra Brut Rosé. (3)

Elegante bollicine di montagna dal color pesca, conquista per il suo carattere elegante e deciso. Dal perlate finissimo, alla sboccatura, dopo un dosaggio minimale di 3g/L, l’Extra Brut Rosé 2015 si presenta in un delicato rosa tenue, incensato di piccoli frutti rossi e lievi note evolutive di tostatura. In bocca freschezza e sapidità sono dominanti e accompagnano elegantemente il finale dalle nuances minerali. 

 

3 - Graziano Merotto - Prosecco Valdobbiadene Cuvée del Fondatore Brut. (4)

Frutto di oltre 40 anni di esperienza maturata da Graziano Merotto, le uve di questo nettare elegante al palato, provengono dalle Rive di Col San Martino, dal vigneto particella 86 a 230 metri sul livello del mare. Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, presenta una spuma cremosa e brillante. Perlage raffinato con una trama di minute bollicine, offre immediate note di frutta bianca e agrumi, gradevoli sensazioni floreali sfumate da verve minerale. Convince per la spiccata freschezza e la generale piacevolezza.

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Finalmente ci siamo! L'agognata libertà (ma sempre con il rispetto delle dovute regole di distanziamento sociale) è arrivata! (1 - 2 - 3)Un periodo buio, inaspettato, sofferto e sopratutto di grandi cambiamenti per cui molte porte si apriranno e altre si chiuderanno per sempre. Ci guardiamo indietro e ci sembra di aver attraversato un sogno con i contorni quasi di un incubo dove alcuni di noi, da ora in poi, rimetteranno in discussione la propria vita e se stessi.Ecco... ora è lecito chiedersi cosa ci rimane del lungo...