18mag 2020
Bologna - cosa vedere? "La riscoperta di un capolavoro"
A Palazzo Fava, il Polittico Griffoni

“Un lavoro durato oltre due anni, un grande orgoglio. Siamo fiduciosi di poter prorogare fino alla fine dell’anno” - queste le parole in conferenza stampa di Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae, per annunciare un evento di straordinaria importanza e cioè la mostra dedicata al Polittico Griffoni, uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano (1 - 2). Visibile da oggi 18 maggio, a Palazzo Fava, l'esposizione che riporta a Bologna, a 500 anni dalla sua realizzazione e a 300 dalla sua dispersione, le tavole del Polittico Griffoni dei ferraresi Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, si intitola  “La Riscoperta di un Capolavoro” (3 - 4).

“Finalmente ci lasciano aprire le porte di Palazzo Fava per una mostra che è frutto di uno sforzo organizzativo straordinario, resa possibile anche dal forte coinvolgimento con cui alcuni dei più importanti musei del mondo hanno aderito all’iniziativa, persuasi dall’autorevolezza dell’operazione. L’intento che ci ha guidati è quello di proporre un evento di alto valore culturale che, nato da una ricerca seria e rigorosa, possa collegare i riferimenti della città e della sua storia a una scena nazionale e internazionale più ampia" - ha continuato Fabio Roversi-Monaco (5) - "Sciolti i nodi sull’apertura, sono ad oggi in corso avanzate trattative con i Musei prestatori per una lunga proroga fino a tutto dicembre 2020. A questo fine abbiamo fatto tutti passi necessari. Attendiamo contestualmente le ultime due opere attese, quelle del Louvre, che la chiusura delle frontiere causa pandemia ha trattenuto a Parigi”.

Un lavoro di oltre due anni ed il coinvolgimento di 9 Musei internazionali proprietari delle singole tavole, la metà dei quali ubicati fuori dai confini nazionali - National Gallery di Londra, Pinacoteca di Brera di Milano, Louvre di Parigi, National Gallery of Art di Washington, Collezione Cagnola di Gazzada (Va), Musei Vaticani, Pinacoteca Nazionale di Ferrara, Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, Collezione Vittorio Cini di Venezia – danno vita oggi a quello che è un evento eccezionale per la storia dell’arte (6), che ha il merito, tra le altre cose, di ridefinire la centralità della città di Bologna nel panorama Rinascimentale italiano.

La mostra si compone di due sezioni: il Piano Nobile di Palazzo Fava ospiterà “Il Polittico Griffoni rinasce a Bologna” a cura di Mauro Natale in collaborazione con Cecilia Cavalca: le 16 tavole originali ad oggi superstiti provenienti dai Musei prestatori saranno visibili assieme alla ricostruzione del Polittico, una vera e propria rimaterializzione della pala d’altare così come dovette apparire ai bolognesi di fine Quattrocento. Si tratta di una perfetta riproduzione dell’originale realizzata da Factum Foundation di Adam Lowe. Dai primi anni Duemila Factum Foundation si occupa di documentare, monitorare e ricreare il patrimonio culturale mondiale attraverso lo sviluppo di tecniche di registrazione ad alta risoluzione e ricostruzione in 3D.

Il secondo piano pertanto ospiterà “La Materialità dell’Aura: Nuove Tecnologie per la Tutela” a cura di Adam Lowe, Guendalina Damone e del team della Fondazione, sezione nella quale verrà mostrato, attraverso video, immagini e dimostrazioni con gli strumenti di scannerizzazione 3D progettati dalla stessa fondazione, l’operato di Factum e l’importanza che assumono le tecnologie digitali nella tutela, registrazione e condivisione del patrimonio culturale, proprio a partire dal lavoro svolto sulle tavole originali del Polittico.

 

Il Polittico Griffoni rinasce a Bologna.

La superba pala d'altare dedicata a San Vincenzo Ferrer fu concepita per la cappella di famiglia di Floriano Griffoni all'interno della Basilica di San Petronio a Bologna. La sua realizzazione, collocata tra il 1470 e il 1472, fu affidata al ferrarese Francesco del Cossa, allora all’apice della sua straordinaria carriera artistica, iniziata intorno al 1456 e stroncata dalla peste nel 1478. I contatti tra l’artista e il capoluogo emiliano, attivi per quasi un ventennio, si tradussero nella realizzazione di alcuni capolavori come l’Annunciazione di Dresda, la Madonna del Baraccano e la Pala dei Mercanti. Il Polittico Griffoni segnò l’inizio della sua collaborazione con il più giovane Ercole de’ Roberti, uno dei più formidabili sodalizi artistici del secondo Quattrocento italiano. Assieme a Del Cossa e De’ Roberti lavorò alla cornice il maestro d’ascia Agostino de Marchi da Crema. Attorno al 1725 il nuovo proprietario della cappella, Pompeo Aldrovandi, Monsignore e poi Cardinale, fece smantellare la pala e destinò le singole porzioni figurate a “quadri di stanza” della residenza di campagna della famiglia a Mirabello, nei pressi di Ferrara. Nel corso dell’Ottocento i dipinti entrarono nel giro del mercato antiquario e del collezionismo giungendo infine ai 9 musei, la metà dei quali fuori dai confini nazionali, che oggi custodiscono le opere.

La memoria del Polittico rimase però salda nel corso dei secoli: fu Roberto Longhi nel 1934 a definirne, nella sua Officina Ferrarese, l’impianto monumentale, analogo per struttura ai grandi polittici Quattrocenteschi. Il ritrovamento, negli anni Ottanta, di uno schizzo del Polittico allegato ad una corrispondenza di Stefano Orlandi con Monsignor Pompeo Aldrovandi, fornì la prova documentaria dell’esattezza quasi totale dell’ipotesi di Longhi. La sezione della mostra – al primo piano di Palazzo Fava – è stata progettata da Roberto Terra dello Studio Cavina Terra.

La possibilità di radunare per la prima volta, dopo oltre cinquecento anni, nella città per la quale fu creata l’opera, tutti i pannelli conosciuti (la quasi totalità dell’opera complessiva) di uno dei massimi capolavori del primo Rinascimento italiano rappresenta un’occasione di straordinario rilievo.

 

 

“La Riscoperta di un Capolavoro”

Con le due sezioni “Il Polittico Griffoni rinasce a Bologna” e “La Materialità dell’Aura: Nuove Tecnologie per la Tutela”

Palazzo Fava - via Manzoni 2, Bologna

Lunedì 18 maggio: h. 15.00 – 22.00

Dal 19 maggio: da lunedì a domenica h. 9.00 – 22.00 (con accesso in mostra fino a un’ora prima della chiusura) Biglietto: intero 15 euro e varie forme di ridotto (da 10 a 12 euro). 

 

Un progetto di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Genus Bononiae. Musei nella città

 

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EDITO

Finalmente ci siamo! L'agognata libertà (ma sempre con il rispetto delle dovute regole di distanziamento sociale) è arrivata! (1 - 2 - 3)Un periodo buio, inaspettato, sofferto e sopratutto di grandi cambiamenti per cui molte porte si apriranno e altre si chiuderanno per sempre. Ci guardiamo indietro e ci sembra di aver attraversato un sogno con i contorni quasi di un incubo dove alcuni di noi, da ora in poi, rimetteranno in discussione la propria vita e se stessi.Ecco... ora è lecito chiedersi cosa ci rimane del lungo...