13set 2020
A Firenze il Martini (quello vero) si beve da “R x Winestillery”
Il Primo Martini Bar d’Italia, 100% Made in Tuscany

Cosy e molto elegante, dal mood vagamente vittoriano. Questa è l'atmosfera che i clienti trovano da "R x Winestillery”, il Primo Martini Bar d’Italia nel cuore di Firenze, probabilmente il più piccolo al mondo, un pop-up bar dedicato al cocktail per eccellenza, il Martini, appunto. Il nuovo concept forte dell'amore incondizionato per il terroir di "casa", nasce dall'unione di due entità della bar industry: Winestillery, distilleria artigianale della Regione del Chianti Classico e Rasputin, il celebre Secret Bar, posizionato, tra l'altro, nella prestigiosa classifica “Top500Bar” (1 - 2). In un delizioso salottino con normalmente quattro posti (due al bancone e una panca), ora due per le restrizioni cross pandemiche, si può assaporare la “carta dei Martini” - ben sei ai quali si aggiungerà un settimo che varierà mensilmente - in un percorso al palato sapientemente guidato dal Bar Manager di Rasputin, Daniele Cancellara. Un viaggio affascinante alla scoperta delle tante sfumature del drink tra i più iconici e bevuti al mondo, già reso celebre da Hemingway, Sinatra, Ian Fleming etc. La promessa è quella di una Martini experience dove gli assaggi sono rigorosamente creati con i premiati spirits di Winestillery (3). Scusate se è poco... C'è certamente differenza nel poter degustare un cocktail le cui componenti autoctone sono figlie di un'azienda che parla di verità, tradizione, personalità e ineccepibile qualità. Va detto che Winestillery, realtà tra le più significative nel settore della “Craft Distillery”, distilla tutti i suoi prodotti (Gin, Vodka, Vermouth...) partendo da alcool di vino e seguendo le regole ferree del loro disciplinare, il “Grape To Glass Manifesto”, una sorta di manifesto culturale sotto veste contrattuale, in lingua inglese.

Ricerca, passione, creatività e coraggio che si rivelano in gioielli al palato come Slow, a base di Gin, vinaccia di Sangiovese di Gaiole in Chianti e zucchero. Splendido. Ampio e garbato al contempo, espressione di una lettura esclusiva del territorio. Romanticamente il Cordiale d'autrefois, che si beveva agli inizi del novecento.

E poi c'è lui, Copper Strength, 70 gradi e non sentirli (4). Morbido, un balsamo per l'anima da usare però con moderazione sia per l'importante gradazione alcolica, sia per la complessità intrinseca di "questo soffio del drago" come ben definito da Mirko Turkoni, grande esperto del settore mixology (5). Un bouquet aromatico straordinario, poche botaniche, molta "pulizia". Un distillato che dà il meglio di sé solo se capito e quindi ponderato nei cocktail con intelligenza e sagacia. 

Se cercate una meta esclusiva, per le proposte in carta ma anche per le bottiglie tra le quali alcune limited releases a tiratura limitata create dal Mastro Distillatore di Winestillery, Enrico Chioccioli Altadonna, come l’imperdibile Vermouth Dry a base di uve toscane, avventuratevi da "R x Winestillery”, squisita e aggiungerei adorabile oasi felice di sua maestà il Martini.

 

Altre info:

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EDITO

Che settembre strano, quante volte ve lo siete detti? Il mantra di tutti (credo) è e continua ad essere la parola "ripresa", la tanto citata ripartenza a cui ognuno di noi crede in modo diverso. Di certo c'è l'incerto, per usare un ossimoro. Sono tante le domande ancora senza risposta. Covid questo sconosciuto, come evolverà? Come sarà la scuola? E la "lotta alle classi pollaio"? Il sistema Paese riuscirà a reggere il collasso economico in atto? Come riprenderanno i grandi eventi tipo il Salone del Mobile o