Portare con sé il proprio animale in vacanza
Parte seconda: in auto o treno, in relax

Come accennato è il mezzo che crea la differenza: auto, treno, aereo e ovviamente anche la destinazione di transito o finale di cui tratteremo oltre. 

Iniziamo dal mezzo forse più diffuso per le vacanze familiari: l’auto (1) per la quale il vigente codice della strada prevede ancora un'ipotesi ormai poco praticata, la conduzione di animali, mentre ancora non prevede quella fatta da animali, come in realtà sembrano essere sempre più spesso alcuni autisti, ma questa è altra storia… 

In auto (2) quindi, si dovrebbe provvedere a bloccare stabilmente il nostro amico, vuoi nel trasportino se di piccole dimensioni, vuoi con le apposite cinture di sicurezza, vuoi infine nel vano bagagli debitamente separato per quelli di grossa taglia. 

E non dimentichiamo le adeguate soste per i loro bisognetti e per farli bere…. Ponendo la massima attenzione se siamo in autostrada ove solo di recente sono state istituite (rare purtroppo) aree di sosta canina!

Il treno invece solo da poco si è evoluto “pro-pet”. Finalmente infatti tutti i cani non solo quelli sotto i 10 Kg, possono viaggiare sui treni ad alta velocità. Dal 2 Novembre  scorso sui treni Italo ad Alta Velocità si è avviato il servizio in fase sperimentale fino al 31 gennaio, dove Ntv (Nuovo Trasporto Viaggiatori) valuterà il grado di soddisfazione del servizio e gli eventuali miglioramenti da apportare. Anche Trenitalia ha aperto i treni ai cani, in poco più di due mesi sono già stati acquistati più di cinquemila i biglietti per i cani di media e grossa taglia in viaggio sulle Frecce delle Ferrovie dello Stato.  

Si ricorda poi a chi vuole viaggiare con il proprio animale qualche regoletta abbastanza semplice: il cane, oltre a possedere il certificato d’iscrizione all’anagrafe canina, dovrà essere tenuto sempre al guinzaglio, dovrà indossare la museruola rigida o morbida in fase di salita e discesa dal treno o su richiesta del personale, specie se inserito nell’elenco delle razze pericolose.

Insomma in auto od in treno: tutti al mare… a mostrar “le code chiare”!

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

“Navigavamo in un mare di latte”, così Luciano di Samosata, scrittore greco antico di origine siriana e narratore di fantascienza ante litteram immaginava una crociera fantasiosa ai confini delle realtà.

Oggi invece la situazione è ben diversa: navighiamo infatti e realmente in un mare di plastica (1). Ma da dove l’origine, dove la destinazione finale e quali infine gli eventuali rimedi? 

Immaginiamo quale sia il tragitto di un normale cotton fioc, dalle orecchie dopo la pulizia nel nostro habitat domestico: magari lo scarichiamo ...

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