Alghero cosa vedere
un evento da favola nella cittadina sarda a giugno 2017

“L’800 ad Alghero” si svolgerà nella bella cittadina del nord ovest della Sardegna, tra il 14 e il 25 giugno 2017 (1). 

Si tratta di un evento unico nel suo genere, che trasporterà il pubblico partecipante indietro nel tempo, lungo tutto il XIX secolo: sarà una evocazione storica, la ricostruzione di uno spaccato di vita dell’800, con tantissimi eventi a tema.

La manifestazione è organizzata dall’Associazione “Itinerari nel tempo”, presieduta da Andrea Sini, supportato da Cristina Marche; la città sarà percorsa da rievocatori, figuranti e comparse che indosseranno abiti in copie dell’epoca, con uniformi dai colori sgargianti, come quelle degli eserciti bonapartisti o dell’esercito Sardo Piemontese del Risorgimento Italiano, con armi repliche (ed anche originali) di quel periodo ed altri in abiti civili curati nei minimi particolari: un vero e proprio Museo vivente. 

Non mancheranno danze, duelli, giochi, il bagno al mare, passeggiate sui bastioni della città e tè pomeridiani (2 - 3) nei locali della città vecchia. L’“800 ad Alghero” è un evento che darà la possibilità continua di salire sulla “macchina del tempo” da spettatori o da protagonisti, indossando un abito da favola. 

L’iniziativa vedrà protagoniste associazioni provenienti da diversi comuni italiani e coinvolgerà gruppi di rievocazione storica ed associazioni provenienti un po’ da tutta Italia: da Bologna, ad esempio sarà presente la scuola di danza “8cento” coordinata da Alessia Branchi, elementi della “Compagnia Cacciatori Reggimento Unione” di Bologna con le uniformi risorgimentali, ma sono attesi gruppi dal Piemonte, da Ravenna e, naturalmente, anche da Cagliari come i Vittoriani Itineranti e da Sassari a testimoniare la grande passione del popolo Sardo per la sua storia. 

La manifestazione sarà poi arricchita da mostre e conferenze storiche alle quali presenzieranno esperti di fama, e consulenti del Presidente della Repubblica e dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. Saranno quattro le giornate cardine, dal 16 al 19 giugno, nelle quali è previsto un programma itinerante di mostre, danze, cene regali e momenti conviviali come i tè. 

 

In particolare uno di questi momenti sarà curato da Flora Sicbaldi, che abbiamo intervistato.

 

Che ruolo avrai all'interno dell'evento L'800 ad Alghero?

Flora Sicbaldi: Gli organizzatori hanno pensato di dedicare due appuntamenti distinti (16 e 17 giugno), in due caffè storici della città, al tè del pomeriggio, affidandomi il gradito compito di raccontare aneddoti e curiosità riguardo alla vita di salotto che tanta rilevanza ha avuto nel XIX sec, non solo a livello familiare, ma storico, politico e culturale. Si pensi al salotto della contessa Clara Maffei, a Milano, che rimase, fino al 1880 una delle manifestazioni più vivaci della società del tempo, animato da una donna che era il prototipo della modernità: dinamica, istruita, interessata.
Patrioti, intellettuali, musicisti, poeti, scrittori, si ritrovavano in quel salotto a fare la storia con una tazza da tè tra le mani.

 

In che cosa consisterà l'evento che ti vede protagonista?

 

Flora: Sarà la rievocazione di un momento molto importante della quotidianità ottocentesca. In ciascuna delle due occasioni, ma in luoghi diversi, metteremo in scena un tableau vivant in cui io impersonerò la padrona di casa che accoglie i suoi ospiti in uno dei pomeriggi di ricevimento, come usava allora, e animerò il salotto raccontando l'evoluzione delle abitudini legate alla socialità  durante quel secolo di fermento e cambiamento, in cui la donna, relegata tra le mura domestiche, ha dovuto sfruttare a suo vantaggio questa condizione, diventando una vera vestale della casa e trasformando l'ora del tè nella possibilità di entrare in contatto col mondo, esprimendo al contempo se stessa attraverso tutta l'eleganza, la bellezza, la raffinatezza di cui era capace (e secondo il suo status!)


Sarò aiutata, in questo mio grazioso onere, dalla mia collezione di oggetti d'epoca, che raccontano, più delle parole, dello sforzo di distinguersi nell'arte di ricevere proprio di quel secolo. Era così importante possedere una tazza da tè, assurta a status symbol, che le signore invitate spesso si portavano appresso le proprie porcellane, per affermare ed ostentare in società benessere e prestigio della famiglia alla quale appartenevano.


Parlaci di te... come mai questa passione per il tè vittoriano?


Flora: Una passione che si è evoluta lentamente e costantemente, fin dall'infanzia, legata a certe fascinazioni letterarie e storiche (a otto anni, durante una visita al casino di caccia dei Savoia in Valcasotto, rimasi volutamente indietro rispetto al gruppo guidato con l'intenzione di nascondermi e rimanere a vivere lì... Purtroppo, fui ritrovata poco dopo!), e cresciuta durante gli anni degli studi umanistici e poi nella maturità quando siamo più liberi di coltivare le nostre passioni focalizzandoci sui dettagli. Molto devo, tuttavia, al progresso: senza internet, non avrei mai potuto documentarmi come lo sono ora, né entrare in possesso di oggetti, contatti, immagini, che mi hanno consentito di arricchirmi umanamente e professionalmente. Paradossalmente, recupero e riscopro il passato attraverso la modernità.

La mia collezione, partita da una tazzina con piattino del 1850, nel tempo è cresciuta fino a darmi la possibilità di ricevere gli amici e offrire loro il tè come lo avrebbero trovato in un salotto del 1880: dalla tovaglia alle pinze da zucchero. Naturalmente, data la mia ossessione per il filologicamente corretto, anche il cibo sulla tavola è preparato da me seguendo le ricette antiche e con l'utilizzo di ingredienti plausibili in quell'epoca. Gli oggetti custodiscono storie e nell'utilizzarli e custodirli, noi le facciamo rivivere.

La cosa interessante è che ho avuto richiesta da sconosciuti, amici di amici di amici, che vorrebbero venire a prendere il tè nel mio salotto... Ne sono stata molto lusingata.

Il tè del pomeriggio, soprattutto di retaggio inglese, è stato l'occasione per riflettere su uno stile di vita che viaggiava più lento e più meditativo e in cui l'incontro e lo scambio (affettivo, ma anche culturale), avvenivano in un ambito accogliente e intimo, privato. Il tè del pomeriggio era l'equivalente del Facebook di oggi, solo molto più elegante e sobrio.

Vi aspettiamo ad Alghero per scoprire insieme a noi il fascino e la magia di quel tempo così lontano, così vicino.

 

Grazie Flora, in bocca al lupo a tutti voi per quella che sembra un evento davvero formidabile, e lo sarà! 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Devo confessare che l'ultima riunione di redazione per discutere su argomenti utili, anche e soprattutto, per il prossimo editoriale, è stata come pervasa, almeno in principio, da un mood vagamente annoiato. Sì, avete capito bene… il tema era il Natale che verrà (1). Ed ecco quindi i soggetti che uscivano dal brain storming fiorentino: "Il piacere di donare e di ricevere", "Dare come parola talismano, che fa crescere", "Natale anniversario del cuore, il momento per recuperare dal solaio le statuine per il Presepe", "Albero si o albero no", "I mercatini di Natale più belli d...

 

 

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