Non solo BREXIT: le "ultime" da Bruxelles
Vino ed etichette UE

In arrivo la nuova del legislatore di Bruxelles che sembra fare l'impossibile per aumentare ogni giorno il numero degli euro-scettici, se non anche degli oppositori.

Così l'ultima proposta di legge UE che imporrà, se confermata, l'obbligo a carico dei produttori (1) di indicare in etichetta l'elenco preciso degli "ingredienti" e le percentuali nutrizionali del vino stesso, nuova procedura che creerebbe aggravi ulteriori ed  inutili con solo ad un aumento di costi per i produttori ed inevitabilmente quindi per i consumatori finali.

Ne è convinta anche la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) che nell'ambito della CEVI (Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti), il cui Presidente (il francesce Thomas Montagne) si è espresso già chiaramente contrario a tale introduzione. 

“Chiediamo l’esenzione dall'obbligo di riportare  in etichetta la lista degli ingredienti e i valori nutrizionali perché riteniamo che per il settore del vino, e in particolare per noi piccoli produttori – commenta Matilde Poggi, presidente FIVI e vicepresidente CEVI – sarebbe un inutile aggravio sia in termini di tempo che economici. Il vino non ha una ricetta, cambia di anno in anno, sulla base della stagione e delle condizioni fitosanitarie dell’uva. Noi produttori dovremmo quindi farci carico di far analizzare il vino ad ogni nuova vendemmia, e cambiare di conseguenza anche l’etichetta”.

Ancora una volta dal Parlamento Europeo una facile materia di discussione per gli avversari europeisti, complice una burocrazia legislativa troppo spesso formalista, anche oltre, se non contro, gli interessi sia dei produttori sia dei consumatori: a vantaggio di chi? forse solo dei nostri europarlamentari...

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Cucina mon amour. In Italia, quando si tratta di cucina, si  fa sul serio. D'altronde tutti noi trascorriamo in media un'ora al giorno in quest'ambiente diventato l'emblema della convivialità vera e spontanea (1). Questo è oggi. Ricordo da bambina come la cucina fosse, invece, luogo riservato alla mamma e alle zie. Una sorta di back office, la zona privata della casa, inaccessibile a ospiti o estranei. Da non mostrare. Vocata solo alla produzione dei pasti della giornata. Il cui ingresso doveva essere autorizzato dalle donne di famiglia. Oggi, per fortuna, non è più così,...

 

 

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