IL TAROCCO non gioca a carte

Piacerebbe pensare al gioco dei Tarocchi, antico divertimento a metà tra il gioco delle carte e la cartomanzia come ben raffigurato in un affresco di Palazzo Borromeo ed invece dobbiamo parlare di un diffuso crimine, perché di questo si tratta, che non accenna mai a diminuire, anzi.

Purtroppo il vezzo universale della contraffazione, comune non solo alla tanto bistrattata "Italietta" ma sulla pelle italiana tanto si accanisce e soprattutto nel settore alimentare imperversa sempre di più. A far la parte del leone è purtroppo l'olio (1) che di recente è stato oggetto di sequestri in terra di Siena e che, tanto per non lasciar nulla intentato, è stato anche rinvenuto nella sofisticata catena di magazzini inglesi "Harrods" che proponeva col proprio brand un "Tuscan extra-virgin olive Oil", nè toscano, nè extra vergine...

Insomma, la sofisticazione alimentare e la commercializzazione di tali prodotti, non è solo un reato ma prima ancora un vero crimine che danneggia e non poco, la salute dei consumatori prima e più che l'economia nazionale.

Basti pensare che secondo fonti più che autorevoli (Coldiretti, Eurispes, Osservatorio Criminalità Agroalimentare) si può e deve parlare ormai non solo di sofisticazione, ma di vera e propria Agromafia che nello scorso anno ha raggiunto il fatturato astronomico di ben 16 miliardi di euro: in netta controtendenza alla fase di recessione dell’economia nazionale.

Un business però che prolifera sulla nostra pelle, togliendoci salute e posti di lavoro. Secondo i dati della Guardia di Finanza, nel 2014 ad esempio, limitandoci solo all'Italia, sono stati sequestrati 290 milioni di prodotti contraffatti o pericolosi per la salute, oltre 1.400 tonnellate e 500 mila litri di generi alimentari adulterati, con un danno economico stimato in 7 miliardi di euro e 110 mila posti di lavoro regolari sottratti annualmente al mercato della produzione. Che dire... una vera ecatombe.

Da tali cifre, se scendiamo poi un poco più nel dettaglio della Black list notiamo che i settori maggiormente colpiti sono la ristorazione seguita da carne, farine, pasta (2) e pane (dati 2015 fonte NAS) e neppure i tanto conclamati prodotti di origine controllata sfuggono a tale falcidia, anzi. La Toscana, regione leader di tali eccellenze con ben 26 specialità alimentari riconosciute  tra DOP e IGP, è corsa ai ripari istituendo una vera Task force con il progetto "lavoro sicuro" (v.Corriere della Sera) che affianca funzionari specializzati e giovani in servizio civile distaccati, presso le Procure per integrarne gli organici  in questa che è una vera immane guerra combattuta senza esclusione di colpi da parte dei sofisticatori e delle organizzazioni criminali.

Una guerra mondiale ormai, se è vero come è vero che le maggiori sofisticazioni si rinvengono proprio negli USA da sempre mercato elitario del notro export agro - alimentare: così il Chianti prodotto in California, il kit pronto vino in casa, la "finocchiona" americana Columbus, il latte Tuscan (made in USA). Anche la terra della Merkel non è da meno col marchio Firenza Salami che della terra di Dante non ha mai visto neppure l'ombra.

Si tratta in questi casi di una più sottile forma di sofisticazione che tende a circuire il consumatore partendo già dal suono del nome a marchio del prodotto, non a caso infatti si parla di Italian Sounding quale nuovo fenomeno di sofisticazione che, per non farsi mancar nulla ovviamente, spesso si associa a prodotti ulteriormente sofisticati e non solo per l'origine...

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Cucina mon amour. In Italia, quando si tratta di cucina, si  fa sul serio. D'altronde tutti noi trascorriamo in media un'ora al giorno in quest'ambiente diventato l'emblema della convivialità vera e spontanea (1). Questo è oggi. Ricordo da bambina come la cucina fosse, invece, luogo riservato alla mamma e alle zie. Una sorta di back office, la zona privata della casa, inaccessibile a ospiti o estranei. Da non mostrare. Vocata solo alla produzione dei pasti della giornata. Il cui ingresso doveva essere autorizzato dalle donne di famiglia. Oggi, per fortuna, non è più così,...

 

 

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