GLIFOSATO, LICENZA DI UCCIDERE?
Dal produttore al consumatore, come arricchire le multinazionali

La recentissima sentenza di una Corte americana (oggi su tutte le testate giornalistiche) ripropone alla pubblica attenzione la già più volte discussa pericolosità del glifosato un erbicida chimico (1 - 2) prodotto dalla società Monsanto acquisita recentemente dal colosso tedesco Bayer (di cui abbiamo già parlato il 28 novembre 2017 QUI).
Dichiarato altamente nocivo e considerato probabilmente cancerogeno (3) dallo Iarc (International Agency for Research on Cancer), nonostante la proposta italiana  per la sua messa al bando (ben supportata da Coldiretti) continuerà  purtroppo ad essere usato per altri 5 anni all'interno dell'Unione europea grazie, certo casualmente (?), ad un improvviso "voltafaccia" della Germania forse non proprio insensibile alle presumibili lusinghe della stessa azienda (Bayer)...
Strano che allorché si parli di salute nei fatti e non solo a parole, i tanti sprecati silenzi dei vari politici europei si dissolvano poi improvvisamente come gelati al sole dei tropici, già perché se anche la sua tossicità non fosse certa al 100% un ragionevole dubbio (per usare la terminologia giuridica americana) dovrebbe bastare eccome, per metterne subito al bando il suo uso anche nella "civile" Europa.
Ma ben sappiamo come le "pressioni morali" delle società multinazionali possano far "riflettere" eccome, prova ne sia questa non ultima vicenda. Del resto verrebbe da pensare malignamente, cosa meglio di un prodotto cancerogeno per poi incrementare anche la vendita delle medicine anticancro? magari prodotte dalla stessa industria.
Naturalmente è solo un cattivo pensiero, ma il buon vecchio Andreotti insegna: "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca".

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

State leggendo queste righe? ebbene sì, l’estate sta per essere archiviata e siamo pronti a riprendere le nostre attività quotidiane. Chi, come nulla fosse, vive questo passaggio in tutta armonia e scioltezza, chi invece soffre di irritabilità, stanchezza, insonnia, in una parola è vittima della sindrome da “rientro”.
Nulla di grave certo, e neppure di irrimediabile ma una ripresa graduale può alleviare il malessere diffuso dei più sensibili. Come? A settembre, almeno fino all’equinozio d’autunno (il 22), le giornate sono ancora lunghe e tutte da inventar...

 

 

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