17mag 2017
Firenze-Polimoda e lavoro
L'incontro tra i talenti e l'industria
Una storia, una realtà internazionale che ogni anno realizza il sogno di centinaia di studenti, i quali vogliono fare della propria passione un mestiere, la moda, e che fornisce loro una concreta possibilità di occupazione. Tutto questo è Polimoda, il noto Politecnico fondato nel 1986 dall’intuizione di due pionieri del settore: Shirley Goodman, allora Executive Vice President Emeritus del FIT di New York e direttore esecutivo dell’ Educational Foundation for the Fashion Industries, ed Emilio Pucci, Marchese di Barsento e fondatore del famoso brand italiano che porta il suo nome.
Oggi sono proprio i numeri a confermare l’importanza che riveste questa realtà nell’ambito di riferimento. L’edizione 2017 di Polimoda Business Link, l’appuntamento annuale che, quest’anno ha favorito l’incontro tra  duecentotrenta diplomandi di master e corsi undergraduated con il mondo del lavoro, che si è svolto di recente a Firenze, ha contato l’intervento di oltre settanta aziende, dai grandi gruppi alle piccole realtà d’eccellenza nella produzione moda mondiale e più di cento professionisti tra recruiter, HR e figure manageriali, per un totale di millecinquecento colloqui realizzati nell’arco di una sola settimana. Agli ex allievi dell’Istituto, già inseriti nel settore con differenti ruoli, è stata inoltre fornita la grandissima opportunità di svolgere colloqui di selezione con ben diciotto agenzie tra headhunters e ricerca del personale, dall’Italia e dall’estero, che hanno partecipato all’evento.
Gli ospiti non sono certo mancati, quattrocento per l’esattezza tra alunni, docenti e professionisti, di cui la fetta maggioritaria proveniente da più di quaranta Paesi in tutto il mondo, per la prima “Alumni Night”, che raccoglie tutti i diplomati Polimoda dal 1988 ad oggi.
Il secondo appuntamento di Fashion Displacement, format itinerante svolto con il Patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana, ha affrontato il delicato e fortemente dibattuto tema del legame tra la formazione ed il mondo del lavoro; il panel discussion ha visto accorrere ai microfoni otto grandi nomi della moda a livello internazionale, riuniti a Villa Favard per discuterne e confrontarsi, di fronte a giornalisti, fashion insider ed educatori. “Il ruolo della scuola è davvero soltanto quello di dar forma a qualcosa che già esiste e di dare un servizio all’industria, sicuramente molto importante, oppure c’è un altro ruolo, oggi non ancora ben definito, che è quello rivoluzionario: d’inventare di più, di dar vita a grandi cambiamenti?”- domanda Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della moda italiana.Tra gli ospiti illustri sono intervenuti fra gli altri Valentina Napoli, country manager di Linkedin per Italia e Francia, Italo Zucchelli, creative director e alumno Polimoda nel 1986, Floriane de Saint Pierre, una delle più influenti headhunter al mondo e Yasmina Dexter (4), aka Pandora’s Jukebox, sound designer.
“Credo che la moda non sia solo abbigliamento, e credo che dovremmo parlarne. Dovremmo creare dei contenuti perché la parola ha potere. Quando si dice una cosa la si fa esistere. Quindi avere un panel con questi giganti della moda qui riuniti è di fatto anche una lezione a disposizione di tutti, che resta e resterà nel tempo e che crea dei contenuti. Ed è esattamente per questo che lo facciamo.”-afferma Danilo Venturi, direttore dell’istituto.
A moderare il dibattito, che ha inoltre esaminato altre tematiche fondamentali per il momento che stiamo vivendo come ad esempio l’analisi dei rapidi mutamenti cui dobbiamo far fronte, innovando e rinnovandoci sempre, soprattutto nella moda, in cui tali cambiamenti sono in continua trasformazione  e che potuto contare sulla presenza di ulteriori importanti personalità come Raffaello Napoleone, CEO di Pitti Immagine e Jennifer Minniti, chair del Fashion Design Department del Pratt Institute di New York, è intervenuta Linda Loppa, Advisor of Strategy and Vision ed ex Direttore Polimoda.
Un appuntamento interessante che ha toccato le corde sensibili e delicate di questo affascinante e spesso complicato universo e che ha fornito molti spunti su cui puntare e da cui ripartire per districarsi all’interno del fashion system. 
 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Devo confessare che l'ultima riunione di redazione per discutere su argomenti utili, anche e soprattutto, per il prossimo editoriale, è stata come pervasa, almeno in principio, da un mood vagamente annoiato. Sì, avete capito bene… il tema era il Natale che verrà (1). Ed ecco quindi i soggetti che uscivano dal brain storming fiorentino: "Il piacere di donare e di ricevere", "Dare come parola talismano, che fa crescere", "Natale anniversario del cuore, il momento per recuperare dal solaio le statuine per il Presepe", "Albero si o albero no", "I mercatini di Natale più belli d...

 

 

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