11ott 2017
Tempo di Tartufi
l'inestimabile tubero occasione regalo per le prossime festività

Novembre mese del cibo del diavolo...

Tranquilli, non stiamo parlando di qualche strano maleficio, ma del re dei tuberi, sua maestà il tartufo (1).
Ora, cosa c'entra il demone direte voi. Nella sua lunga storia, i cui primi accenni risalgono al popolo dei Sumeri, dopo Greci e Latini, il tartufo attraversa un periodo ‘oscuro', in quanto cibo delle streghe e quindi prodotto demoniaco.
Chiusa questa piccola parentesi storico/folcloristica, e tornando ai giorni nostri, ecco che l’autunno inoltrato diventa palcoscenico gastronomico, nonché mostra mercato per questa delizia che la natura ci regala.
Una produzione importante dove, soprattutto in Toscana, il tartufo bianco si estende in zone che vanno dal Mugello alle Crete Senesi, dalle colline di San Miniato, al Casentino e alla provincia di Arezzo. In Maremma, invece, predomina la variante meno ricercata del tartufo nero Marzuolo.
Non pochi quindi i produttori, ma le eccellenze capaci di assurgere a veri e propri ambasciatori di questa prelibata delikatesse, si contano sulle dita. Uno fra tutti la Savini Tartufi, brand che gode di una straordinaria rendita di posizione. Si trova, infatti, a metà tra Pisa, Firenze e Siena, zona ricca di diverse tipologie di tartufo durante tutto l’anno. Dal nero pregiato al nero uncinato, dal bianchetto al nero scorzone estivo, per arrivare al tartufo bianco, ovvero il “Tuber magnatum Pico”. Produzione e procedimenti di lavorazione rigorosamente artigianali: infatti il ciclo è completo, dalla raccolta alla selezione, dalla pulizia alla lavorazione, dal confezionamento alla consegna. Un successo inarrestabile, un modello di business vincente che continua da ben 4 generazioni. Oggi con Cristiano (2), l'azienda si è aperta al mondo, esportando in più di 40 paesi.
Punto di forza della Savini il “tartufo tutto l’anno” e per tutte le stagioni. Nella versione “fresca”, ovviamente, ma anche come ingrediente: prodotti e ricette nati dalla ricerca e dall'accostamento di sapori diversi. Tra gli ultimi, spiccano il Panettone al tartufo e il Gin al tartufo.
Il primo, rivisitato in collaborazione con Opera Waiting, è morbido e goloso grazie ai canditi e al miele al tartufo; il secondo è Gin Gin, il gin al tartufo. Creato per infusione, il Gin Savini, "racconta" il suo territorio: tartufo nero, timo e rosmarino, sono infatti i protagonisti di questa speciale ricetta. E poiché Natale si avvicina con ritmo incalzante, da considerare le nuove Confezioni regalo studiate ad hoc per le prossime festività. Alcune idee? I condimenti dolci e salati: dal miele italiano al tartufo, al sale al tartufo estivo e salsa del tartufaio. Oppure, per chi volesse associare una nota fashion al gusto, "Il Giovanotto" (3) è sicuramente un regalo gradito per "Mister Gourmet": uno zainetto camouflage contenente peschiole al tartufo estivo, salsa del tartufaio e salatini al tartufo bianco. "Il Tagliolino e il suo condimento" (4), un vero proprio kit per preparare i mitici tagliolini al tartufo, salsa bianca al tartufo e crema con parmigiano reggiano e tartufo. Sfiziosissimo e molto "Sex and the city" (immagino Carrie, la vigilia di Natale a New York, con il kit a porter per una romantica cenetta con Big).
Ancora… "Il Gioiello", il diamante del bosco, alias il tartufo bianco nelle sue più alte declinazioni. Un patè di tartufo bianco e bianchetto, infatti, si "cela" in un elegante cilindro rigido.
Dulcis in fundo… "La Cena delle feste" (5 - 6): un bouquet di aromi unici, perfetti per il cenone di Capodanno. Non manca nulla, dai tagliolini al tartufo, burro con tartufo estivo, crema con parmigiano reggiano e tartufo al panettone con cioccolato bianco al tartufo. Anche qui un tocco molto glam che rende il cadeau irresistibile (signore udite, udite…): la confezione, infatti, sembra una cappelliera ripescata dal passato. Liz Taylor apprezzerebbe di sicuro.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

“Navigavamo in un mare di latte”, così Luciano di Samosata, scrittore greco antico di origine siriana e narratore di fantascienza ante litteram immaginava una crociera fantasiosa ai confini delle realtà.

Oggi invece la situazione è ben diversa: navighiamo infatti e realmente in un mare di plastica (1). Ma da dove l’origine, dove la destinazione finale e quali infine gli eventuali rimedi? 

Immaginiamo quale sia il tragitto di un normale cotton fioc, dalle orecchie dopo la pulizia nel nostro habitat domestico: magari lo scarichiamo ...

 

 

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