27apr 2017
spezie in cucina
ovvero il giro del mondo in pentola

Un tempo rare, oggi reperibili facilmente soprattutto nei punti di vendita mirati come drogherie o mercati generali, le spezie (1), che siano bacche, grani, polvere o radici, restano avvolte da fascino misterioso, oltre che da un sottile profumo d’oriente. Per imparare a usarle, due le novità editoriali da poco sul mercato “L’anima delle spezie” e “Mille e una spezia" dove autrici autorevoli ci accompagnano in un giro del mondo “speziato” e ricco di aneddoti .

Chi meglio di un’elegante signora birmana come June Bellamy, fondatrice di un'Associazione culturale di gastronomia orientale ed occidentale, a cui affidare un romantico manuale “L’anima delle spezie” (2) edito Giunti (192 pagine, 22 euro), ricco di ricette, certo, ma anche di narrazione e scoperte?

L’autrice che oggi vive a Firenze, ci accompagna dapprima nella storia lontana dell’universo speziato, per giungere alla descrizione meticolosa delle varie tipologie esistenti. Non tutte, però... precisa infatti la Bellamy, avendo scelto solo quelle a lei più affini, con le quali ha vissuto. E non sono certo poche. Ogni spezia da lei sapientemente raccontata, rivela qualche curiosità spesso legata alla tradizione. Il Carvi, per esempio, pianta antica diffusa soprattutto nell’Europa centrale e in Libano, usata, proprio nella terra dei cedri, per la preparazione di un budino tipico che si offre a Natale o per la nascita di un bimbo.

Naturalmente, una buona parte del libro, che conta ben 187 pagine di piacevolissima lettura e stuzzicanti immagini, è riservata alle ricette, tante e di Paesi diversi. India, Filippine, Cina, Afghanistan ecc… Lo sapevate che la nostra salsa di pomodoro in India si chiama Chutney di pomodoro? due gli ingredienti particolari per questa versione orientale: l’olio di senape e la foglia di alloro.

Forse ai più neofiti può apparire un libro forse non proprio semplicissimo nella sezione della preparazione dei piatti. Anche perché spesso diversi e lontani rispetto alle nostre esperienze culinarie ma, come dice l’autrice stessa, quando si intraprende una strada nuova, qualunque essa sia, vale la regola delle tre P “Pazienza, Prova e Prova ancora!”.

“Mille e una spezia” (3), l’altro libro edito questa volta da Edizioni lEtà dell’Acquario (141 pagine, 14,50 euro) dischiude al lettore un variopinto scenario dalle infinite tonalità gustative, dove l’autrice Giordana Pagliarini, caporedattrice di “SaliSpeziati” - portale dedicato alle spezie e al sale, e alla loro versatilità - sottolinea quanto “parlare di food sia anche parlare di sé, del proprio percorso”. Il cibo è componente fondamentale della nostra vita, ci accompagna ogni giorno dall’inizio alla fine, ed ecco perché secondo la Pagliarini dovremmo sceglierlo con consapevolezza, sapendo che questo atteggiamento potrà contribuire a migliorare o peggiorare la nostra salute.

Ecco quindi la magia delle spezie: di mare, di terra, afrodisiache, confortanti, immancabili… ognuna merita di essere svelata e reintegrata nella cultura occidentale. Ogni spezia presentata dall’autrice rivela un universo di proprietà intrinseche: la cannella potente antisettico e perfetta per l’aroma terapia. O il più “bello del reame”, l’anice stellato (4), dalla forma particolarissima, molto indicato come digestivo ma anche come coadiuvante contro le malattie da raffreddamento. E così via, fino ad arrivare alla parte del volume dedicata alle ricette. Le numerose tipologie gastronomiche sono più vicine alla nostra cultura, come le "Trofie con cavolfiore, uvetta passa, zenzero e pepe nero" o il "Tofu al latte di cocco e curry". Ogni proposta è corredata da alcune informazioni non solo relative al Paese d’origine ma anche  dall’apporto benefico sulla salute. Quest'ultimo, leit motif di tutto il libro.

Ecco quindi lo scontro - incontro dei due emisferi: il mondo in due libri. Entrambi molto appetitosi.

 

1

2

3

4

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Devo confessare che l'ultima riunione di redazione per discutere su argomenti utili, anche e soprattutto, per il prossimo editoriale, è stata come pervasa, almeno in principio, da un mood vagamente annoiato. Sì, avete capito bene… il tema era il Natale che verrà (1). Ed ecco quindi i soggetti che uscivano dal brain storming fiorentino: "Il piacere di donare e di ricevere", "Dare come parola talismano, che fa crescere", "Natale anniversario del cuore, il momento per recuperare dal solaio le statuine per il Presepe", "Albero si o albero no", "I mercatini di Natale più belli d...

 

 

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