19apr 2017
Leonardo romanelli a colazione
Racconti in nuce e altre storie da un grande del giornalismo

Personaggio del giornalismo enogastronomico (1), ma anche anche cuoco, scrittore, opinionista, attore, commediografo… Difficile collocarlo in un unico "contesto". Di sicuro versatile e soprattutto simpatico. “Racconti in nuce” (edito Pagliai Editore) è la sua ultima fatica editoriale (2), una godibilissima galleria di cinquanta spaccati di vita quotidiana, storie di uomini e donne, spesso anche d’amore, o d'introspezione, o ancora di cambiamento, tutte accomunate dal primo pasto della giornata (3). Un libro dove si parla di cibo, o meglio della colazione che ne rappresenta la metafora esistenziale in cui il protagonista è l'individuo con tutte le sue potenziali implicazioni. Da qui il “felice” pretesto per porre qualche domanda all'autore. Insomma… galeotto fu il breakfast. Ma attenzione... se desiderate conquistare una donna la mattina appena svegli davanti un caffè o una luculliana colazione continentale, avete solo due possibilità: o la conoscete già bene, oppure il rischio della débacle è quasi certo. 

  

1. Un libro che racconta l'inzio di giornate comuni di persone comuni. La colazione è quasi sempre l'incontro/scontro di uomini e donne con vite molto simili alle nostre. Ma qual è la colazione/incontro che ricorda con più piacere nella sua esperienza personale? 

Momenti di colazione particolari ce ne sono stati diversi: uno Capodanno di quando avevo 15 anni, le prime notti che potevo trascorrere fuori casa e, insieme agli amici, insonni, andare alla ricerca del primo bar aperto per fare colazione. Oppure, in Cina, trent’anni fa, quando ci fu allestito un vero e proprio pasto completo di specialità cantonesi. Mi sono piaciute tanto le colazioni di montagna, alle otto di mattina in cima ad un monte dopo aver già fatto tre ore di cammino. Ancora... in Islanda e, considerati i costi proibitivi, la prima colazione era il pasto principale della giornata.

2. Scorrendo le pagine del libro, ci pareva che la colazione fosse alla fine un pretesto per parlare di "coppia". I protagonisti sono sempre due persone, che iniziano o smettono di amarsi. La sensazione è quella che lei voglia con leggerezza dire qualcosa di più profondo al lettore. È una sensazione corretta? Perché questa scelta? 

Beh sì, direi proprio che è il pretesto: in effetti, da ogni racconto potrebbe scaturire una storia completa e complessa. Diciamo che ho voluto fare una sorta di “prova” su un tema come quello romantico per poi affrontare l’argomento in maniera profonda. Però mi ha divertito davvero staccarmi dal mondo del cibo, che frequento abitualmente per lavoro, e far scorrere la mente in maniera più leggera. E poi, la colazione, in un certo senso, è il momento che mi permetteva di alienarmi meglio dal mangiare.

3. Quando ha presentato il libro, ha confessato che questi racconti sono stati scritti al mattino, magari proprio dopo colazione. Ci racconta l'aneddoto più divertente delle giornate passate a scrivere?

Non andare su internet, per esempio, per mantenere la concentrazione: dovevo staccare il modem per "costringermi" a non entrare in rete e distrarmi. Spesso però mi dimenticavo di riattivare il tutto, scatenando le ire dei figli...

4. A colazione, latte, tè o caffè?

Caffè spesso, volentieri e a più riprese: temo di essere oramai un “vizioso” perché ho iniziato a berlo mentre ero in culla, a quanto racconta mia madre. Lo adoro in tutte le versioni, dall’espresso alla moda, passando al caffè americano o con il filtro.

5. Come si conquista una donna a colazione? 

Mica facile! La si deve conoscere bene, altrimenti si rischia di sbagliare i tempi e i modi, se non si ha idea del suo amore per il sonno! Si può anche cercare di stupire e accompagnarla al mercato dove iniziano a cucinare alle sei di mattina le frattaglie ma, a quel punto, si tratta veramente di osare tanto! 

6. Il prossimo progetto editoriale in cantiere? food e dintorni, o tutt’altro? 

Il cibo sarà sempre protagonista. Non un ricettario, però. Mi piace molto la confusione dei generi!

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Cucina mon amour. In Italia, quando si tratta di cucina, si  fa sul serio. D'altronde tutti noi trascorriamo in media un'ora al giorno in quest'ambiente diventato l'emblema della convivialità vera e spontanea (1). Questo è oggi. Ricordo da bambina come la cucina fosse, invece, luogo riservato alla mamma e alle zie. Una sorta di back office, la zona privata della casa, inaccessibile a ospiti o estranei. Da non mostrare. Vocata solo alla produzione dei pasti della giornata. Il cui ingresso doveva essere autorizzato dalle donne di famiglia. Oggi, per fortuna, non è più così,...

 

 

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