20mag 2017
Eataly apre a Mosca
giovedì 25 maggio il primo negozio in russia

E venne Mosca. Il colosso di Oscar Farinetti ha scelto la patria di Putin come prossima apertura del suo celebre format Eataly, completo di mercato, ristorazione e didattica (1).

Eataly Mosca, il secondo più grande nel mondo, sarà ufficialmente inaugurato il 25 maggio, al quarto piano del centro commerciale Kievsky (2): 7.000 metri quadrati e circa 900 posti a sedere.

“Eataly Mosca non stupirà solo i moscoviti ma anche i turisti, poiché rappresenta la vera essenza dell'Italia, quella delle straordinarie eccellenze gastronomiche realizzate nel rispetto delle tradizioni e della storia del nostro Paese. Tra le eccellenze in vendita non mancano alcuni tra i migliori prodotti russi che abbiamo selezionato con attenzione. Al taglio del nastro brinderò al grande successo di Eataly Mosca!» - ha dichiarato Oscar Farinetti.

E come ogni Eataly, anche questo trova la sua ispirazione a un valore immateriale: all’arte e alla Letteratura. Il punto vendita vendita diventerà, infatti, un vero portale “culturale” dove non mancheranno cene letterarie, mostre d'arte, concerti ed eventi speciali. Naturalmente, la nuova creatura di Farinetti parlerà “italiano” attraverso un'esperienza completa di 19 punti ristoro (3), tra cui 2 caffetterie, 11 corner take away, 6 ristorantini tematici, un ristorante gourmet e 6 laboratori di produzione a vista: mozzarella, formaggi, birra, gelato, pane e pasticceria. Oltre 6.000 i prodotti made in Italy selezionati per il Mercato (4).

Ancora… a Eataly Mosca ci sarà grande spazio per la didattica, un’aula per lezioni di cucina e degustazioni. Non mancherà, inoltre, la cantina di stagionatura del formaggio per raccontare una delle eccellenze italiane più famose. Attraverso i tour guidati Eataly Mosca si impegnerà a far conoscere nel migliore dei modi la biodiversità e le tradizioni enogastronomiche italiane.

Un matrimonio sicuramente ben riuscito, quello tra la cucina italiana e la grande letteratura russa.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

“Navigavamo in un mare di latte”, così Luciano di Samosata, scrittore greco antico di origine siriana e narratore di fantascienza ante litteram immaginava una crociera fantasiosa ai confini delle realtà.

Oggi invece la situazione è ben diversa: navighiamo infatti e realmente in un mare di plastica (1). Ma da dove l’origine, dove la destinazione finale e quali infine gli eventuali rimedi? 

Immaginiamo quale sia il tragitto di un normale cotton fioc, dalle orecchie dopo la pulizia nel nostro habitat domestico: magari lo scarichiamo ...

 

 

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