26ott 2018
Cucinare con gli occhi secondo Angela Simonelli
6 domande per conoscere l'arte nel piatto

In cucina, come in tavola anche l'occhio vuole la sua parte. Ce lo racconta molto bene l'architetta, foodlover e food writer Angela Simonelli (1) che con indubbia scioltezza e precisione accompagna il lettore in un viaggio tra colori, profumi e sapori di stagione per creare composizioni gastronomiche splendide, non solo al palato. Se fosse musica sarebbero dei brani perfettamente accordati. Sono un vero inno al design della natura, piccole opere d'arte nel piatto. Pensate sia difficile? Nel suo libro "A scuola di food design" edito Giunti, ora in libreria (2), ci svela quanto sia semplice e alla portata di tutti diventare dei veri maestri nell'impiattare con stile e originalità. Per stupire, in primis, se stessi.

 

- Architetto e food lover, ci racconti in breve la sua storia…
Ho sempre ricercato “il bello” in ogni sua declinazione. La ricerca dell’estetica, cifra dei miei studi in architettura, mi ha guidato anche in cucina, una delle mie grandi passioni da sempre.
Ho iniziato aprendo un blog, “tremuffineunarchitetto.it" (3), poi mi sono sempre più specializzata nella progettazione e nella realizzazione di impiattamenti creativi, un aspetto peculiare del mio modo di dialogare con il mondo della cucina.

- L’ultima sua “fatica" editoriale con la casa editrice Giunti racconta l’importanza del bello oltre che del gusto in ogni piatto, da cosa nasce questa volontà di insegnare l’arte del food design?
L’esperienza del cibarsi prima era accompagnata dal gusto, olfatto, udito e tatto ma non la vista. Curando l’impiattamento, oltre al bilanciamento dei sapori, l’esperienza sensoriale è finalmente completa e chi si siede a tavola potrà provare una nuova emozione.
- Ritiene che tutti, con poca fatica, possano raggiungere risultati soddisfacenti per un art de la table che non si imiti solo all’arredo ma anche alle ricette proposte?
Certamente, la peculiarità del mio libro sta proprio nelle prima 40 pagine di introduzione dove sono spiegati semplicemente i principi compositivi, l’importanza dei colori, i volumi, i pieni e i vuoti e le texture che aiuteranno il lettore a muovere i primi passi nel mondo dell’impiattamento. Quindi non solo ricette e impiattamenti da copiare e basta ma anche una base teorica per spiccare il volo.
- Con quale suggestione ai fornelli consiglia di fare “trainig” al lettore totalmente digiuno di questa materia?
Sicuramente ci vuole una base ci cucina e di pasticceria e poi, come in pittura, si parte copiando e replicando i piatti degli altri chef per poi trovare la propria dimensione e il proprio stile con il tempo (4).
- Cucina e architettura, dove le similitudini?
Ci sono molte similitudini perché ogni piatto è frutto di uno schizzo seguito da un progetto cartaceo, uno studio di fattibilità, del colore, della statica, delle texture, dei volumi e dei chiaroscuri , proprio come si fa quando si progetta una nuova architettura.
- Il grande maestro Gualtiero Marchesi, nella composizione dei suoi piatti, a volte, trovava ispirazione dall’arte, c’è un pittore o una corrente artistica che le ha suggerito la progettualità di una delle sue ricette?
Ogni cosa è per me fonte di ispirazione. La natura, l’architettura, la pittura, la fotografia sollecitano la mia fantasia continuamente ma anche i piatti degli altri chef. Più che un pittore posso citare uno chef che ammiro moltissimo e che mi ha ispirato che si chiama Yann Bernard Lejard (5).
- C’è un piatto del cuore o della memoria che ama rivisitare secondo il food design?
Le zuppe! Nel libro troverete una versione molto creativa e colorata, ispirata ai vetri artistici delle vetrerie di Murano.
- Infine… una domanda alla donna architetto: com’è la cucina di casa sua?
La mia cucina è grigia e bianca, con forno, frigo e fuochi base, un piano in pietra e un tavolo al centro. Con il tempo ho aggiunto la planetaria, l’abbattitore, il roner, la macchina per il sottovuoto, l’estrattore, parecchi piatti tutti diversi e tanti utensili per riuscire a trasformare i miei progetti di carta in cibo.

 

Angela Simonelli
A scuola di Food Design
Impiattare con gusto e creatività

Giunti Editore, collana Tecniche e Cotture
192 pagine | 19,50 euro | ISBN – EAN 9788809867314

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

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