12giu 2017
Voglia di carne? gli inglesi lo fanno meglio, complice il “GRASS FED”
AHDB BEEF&LAMB a sostegno dell'industria d'oltre manica

La carne questa sconosciuta od almeno così vien da pensare considerando che anche questo importante alimento ci può riservare gradevoli sorprese.

Così al Tuttofood dell’ultima edizione, svoltosi lo scorso mese a Milano, tra gli indiscussi protagonisti nel settore delle carni è stato il mondo inglese, sì proprio i nostri amici di oltre Manica con le carni ovine e bovine, peraltro già conosciute anche nel “Bel Paese”, specie grazie alle loro qualità. E AHDB Beef&Lamb (1)divisione dell’Agriculture and Horticulture Development Board (AHDB), ente britannico non governativo per il sostengo e lo sviluppo dell’industria agroalimentare, volto a sostenere l’industria inglese delle carni bovine e ovine in tutta la filiera, ha attirato la nostra attenzione, con alcune novità interessanti. Molte news, per dirla con la loro lingua: intanto il packaging. Da quest’anno infatti sia il manzo (2), sia l’agnello (3) saranno disponibili in skinpack. Si tratta di un sistema di confezionamento che oltre a garantire gusto e tenerezza consente una data di scadenza molto più lunga e offre altresì un prodotto pronto per essere cucinato.

Quanto poi ai tagli e qualità, non poteva certo mancare, oltre il roast-beef, la costata e il reale, con un incremento delle carni IGP West Country, le prime a indicazione geografica protetta, provenienti dal sud-ovest dell’Inghilterra.

Ugualmente allettante il mondo ovino, con confezioni sottovuoto utili per i prodotti da GDO. “Tutte queste novità” - afferma Jeff Martin, responsabile Italia dell’Ente di promozione AHDB Beef&Lamb - “hanno l’obiettivo di rendere le carni inglesi più presenti sui punti vendita italiani, principalmente nella GDO e, contestualmente, di soddisfare le nuove abitudini di consumo”. Ricordando inoltre come anche i metodi inglesi di allevamento “grass fed” e le nuove confezioni sotto vuoto facciano la differenza.

Il Paese di Shakespeare ha infatti una tradizione plurisecolare in questo settore di allevamenti, con tecniche tradizionali oggetto quasi di culto familiare, tramandate da padre in figlio, insieme agli altri “tesori” di famiglia. 

Ma ricordiamone solo alcuni: West Country Beef e West Country Lamb, due fra i più rappresentativi prodotti di tutto il settore zootecnico inglese, che hanno ricevuto dall’Unione Europea il prestigioso marchio IGP. Con allevamenti sparsi un poco ovunque nel territorio, specialmente nelle sei contee nel sud ovest: Cornovaglia, Devon, Dorset, Gloucestershire, Somerset e Wiltshire, che insieme formano la cosiddetta regione West Country ove il bestiame per essere marchiato IGP deve nascere ed essere allevato interamente nelle aziende agricole all'interno di questa regione. Particolare, quest’ultimo, tutt’altro che trascurabile visto che anche l’alimentazione a base prevalente erbacea, può essere integrata in ogni caso solo con altra comunque di provenienza locale, senza alcun sistema intensivo, né prodotti di scarto, a pasco libero da Aprile a Novembre.

Ecco perché queste carni sono sicure oltre che appetitose, sia in termini di proprietà nutrizionali che di caratteristiche organolettiche, proprio grazie all’alimentazione naturale, ad erba come già detto, che conferisce all’animale quella struttura che gli garantirà poi, in fase di maturazione (frollatura), il raggiungimento di una tenerezza altrimenti non possibile.

E se negli ultimi anni problemi di prezzo hanno portato anche in Italia l’introduzione di carni meno selezionate provenienti da Paesi con minori controlli, il mercato anche in questi periodi non facili, è comunque sempre pronto a riconoscere e premiare la qualità e chi vi investe.

Insomma, il beef (non) è morto, viva il beef!

1

2

3

SPUNTI DI VISTA

EDITO

“Navigavamo in un mare di latte”, così Luciano di Samosata, scrittore greco antico di origine siriana e narratore di fantascienza ante litteram immaginava una crociera fantasiosa ai confini delle realtà.

Oggi invece la situazione è ben diversa: navighiamo infatti e realmente in un mare di plastica (1). Ma da dove l’origine, dove la destinazione finale e quali infine gli eventuali rimedi? 

Immaginiamo quale sia il tragitto di un normale cotton fioc, dalle orecchie dopo la pulizia nel nostro habitat domestico: magari lo scarichiamo ...

 

 

FoodMoodMag utilizza cookies proprietari di tipo tecnico e cookies di tipo Analitico ( Google Analytics ) per migliorare la navigazione. Cliccando sul pulsante "Accetto" dai il tuo consenso e permetti a FoodMoodMag di salvare questi dati sul tuo computer.