28nov 2017
Natale e il panettone
il giardino incantato di Loison

La famiglia riunita per il pranzo delle feste. Un’immagine che tutti noi abbiamo ben impressa nella nostra mente. Da buona meneghina (anche se ora faccio parte del “Granducato di Toscana"), ricordo gli abbondanti antipasti: dall’insalata russa, agli affettati e il gravlax. Seguiva, poi, il risotto alla zafferano fumante e l’immancabile aragosta (la portata più ambita). Per concludere in dolcezza con il panettone (1) - a Milano si dice protegga la gola. A ognuno la sua fetta, il suo intingolo: chi con il moscato, chi con il cioccolato fondente o la crema alla vaniglia, qualcuno anche con il mascarpone. Ricordo il disappunto di mia madre quando immancabilmente strappavo (e non tagliavo) la fetta (ora faccio innervosire mio marito).
Comunque lo si mangiasse, era il momento più gioioso dell’intero pasto, bastava quel cibo per portare la festa. Oggi, sostanzialmente l’atmosfera è la stessa, forse non si trascorrono più interminabili ore in cucina per imbastire pranzi luculliani ma lui, il panettone c’è a perpetuare una tradizione che sembra rimanere immutata nel tempo.
E proprio perché questa dolce portata si mangia solo una volta all’anno (anche se io appartengo alla corrente di pensiero che lo ritiene buono sempre) è certamente imprescindibile che sia gradevole al palato e di qualità. Il valore del "panetùn", infatti, si misura nei suoi ingredienti. Così come la consistenza al tatto: quando lo afferriamo (o strappiamo) deve essere morbida e non gommosa. La lievitazione naturale (2), le uova fresche e non in polvere, il burro al posto degli idrogenati come la margarina, insomma, l’etichetta è importante e comunque vale la regola che meno i componenti sono pregiati, più il prezzo scende.
E allora cosa scegliere? In un mercato che, in un lasso di tempo relativamente breve, offre referenze di ogni tipo, valgono protagonisti capaci di non smentirsi, né per qualità, ne per capacità di innovare.
Ecco che l’azienda veneta Loioson (3), per esempio, si conferma all'altezza delle aspettative, dando vita anche quest’anno a una collezione di Panettoni che "esce dal coro". Tema principe la frutta e i fiori (4 - 5), realizzati con ingredienti selezionati e Presidi Slow Food. Una gamma che ha il suo “fiore all’occhiello” proprio nella rosa con il Panettone alla Rosa, del 2016.
Per questo Panettone (6) è stato utilizzato un blend di rose tra cui la Rosa Damascena, coltivata sin dai tempi dei persiani per il delicato profumo. Accanto è stato calibrato lo Sciroppo di Rose Liguri, Presidio Slow food, ricavato da un’antica e rinomata tradizione della lavorazione dei petali di rosa che risale addirittura al 1600.
Il Panettone alla Rosa fa compagnia ad un altro “fior di Panettone”, quello alla Camomilla. Nato nel 2015, è stato il primo Panettone preparato con un fiore: caratterizzato da aromi dolci e tipici della camomilla, si distingue per la sua particolare e lieve fragranza, a lungo persistente nel retrogusto, assieme ai sentori di miele e polline.
I panettoni della collezione FRUTTA e FIORI, proposti sia da 500 g che da un chilo, sono preparati con uova fresche, miele italiano, latte fresco intero panna e burro di alta qualità, Vaniglia Naturale Mananara del Madagascar (Presidio Slow Food) e Sale marino integrale di Cervia.
Il mood floreale si ritrova naturalmente nei bellissimi pack dei dolci natalizi firmati Loioson: texture che ricordano “tovaglie ricamate” con dettagli tratti da antiche tavole botaniche ritrovate presso biblioteche di tutto il mondo. Risultato di una continua e profonda ricerca di Sonia Pilla (7), moglie di Dario Loioson (8) e responsabile dell'immagine aziendale, che ha ripreso alcuni particolari di frutta, foglie e fiori e li ha adagiati in un contesto bucolico, su un incarto tinta avorio rosato, per renderne particolarmente armonico l'insieme con ogni nastro che identifica il gusto. Sono così gradevoli che nello scartarli, si è portati a usare tutta la delicatezza possibile per conservare il pregiato involucro e, in un ottica anche di riciclo (oltre che di piacere), riutilizzarlo secondo il proprio gusto personale. Di ugual fascino la latta (9) con i suoi tre gusti gourmet: Panettone Classico a.D. 1476, farcito al Regal Cioccolato e al Mandarino tardivo di Ciaculli, Presidio Slow Fooda. Uno scrigno delicato a tiratura limitata dove vi sono rappresentate rose che sbocciano su una trama grezza, grazie al lavoro a sbalzo per riportare verosimilmente la ruvidità del tessuto.
Un giardino incantato da offrire in tavola in tutta la sua "freschezza" primaverile.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Devo confessare che l'ultima riunione di redazione per discutere su argomenti utili, anche e soprattutto, per il prossimo editoriale, è stata come pervasa, almeno in principio, da un mood vagamente annoiato. Sì, avete capito bene… il tema era il Natale che verrà (1). Ed ecco quindi i soggetti che uscivano dal brain storming fiorentino: "Il piacere di donare e di ricevere", "Dare come parola talismano, che fa crescere", "Natale anniversario del cuore, il momento per recuperare dal solaio le statuine per il Presepe", "Albero si o albero no", "I mercatini di Natale più belli d...

 

 

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