06giu 2017
materiali per l'edilizia - cosa scegliere
matteo Brioni e l'eleganza della terra cruda

Nel nostro scouting alla scoperta di personaggi interessanti, abbiamo incontrato Matteo Brioni (1) giovane architetto mantovano con la passione per un materiale tanto affascinante quanto originale, la Terra cruda (2). Un prodotto esternamente flessibile in architettura e nell'home décor, dalle alte prestazioni e a basso impatto ambientale. Brioni ce ne svela i segreti, illuminandoci sulle proprietà intrinseche di questa elemento così antico, capace di conferire naturale bellezza e stile ai nostri ambienti.

 

Matteo Brioni, architetto e giovane imprenditore mantovano con la passione per la terra cruda, quando, per la prima vota, ha colto le grandi potenzialità di questo materiale?

Sono nato e cresciuto a stretto contatto con la terra: la mia famiglia è proprietaria di una fornace tra i campi di Gonzaga dal 1920. La scoperta della Terra cruda è avvenuta però nel 2005, quando vidi in una fiera di bioedilizia un mattone in terra cruda e pensai che potesse essere un prodotto interessante per diversificare la produzione di laterizi che l’azienda di famiglia produceva da quattro generazioni. Iniziai allora a documentarmi su internet, mettendomi in contatto con le università e i professionisti che si occupavano di questo materiale, scoprendo un materiale antichissimo, ma con moltissime potenzialità. Ne rimasi talmente folgorato che nel 2010 decisi di fondare un’azienda interamente dedicata a questo materiale, Matteo Brioni SRL. Dal 2012 Marialaura Rossiello (3) è diventata Art Director dell’azienda, contribuendo significativamente al posizionamento del brand e a renderlo riferimento per la terra cruda.

 

Ci descriva plus e usi?

La terra cruda è innanzitutto un materiale a bassissimo impatto ambientale ed è un elemento naturale in tutte le sue fasi di utilizzo (la stessa terra cruda o argilla che si applica sui muri viene usata anche come maschera estetica per la pelle). Inoltre dal punto di vista fisico possiede un’elevata capacità igroscopica, caratteristiche antistatiche, un’alta inerzia termica e capacità di assorbire suoni ed odori, oltre ad essere praticamente ignifuga.

La Terra Cruda si può applicare su qualsiasi tipo di superficie, verticale o orizzontale, e forma (4 - nella foto Albed Milano): superfici, mobili e tessuti possono essere coperti, spruzzati o spatolati con questo incredibile materiale. I prodotti in terra cruda sono adatti anche per restauri e ristrutturazioni, essendo compatibili con qualsiasi tipo di materiale preesistente.

 

La posa in opera è un processo particolarmente delicato? Implica tempi lunghi?

La posa in opera è parte fondamentale per la realizzazione del progetto ed è per questo affidata a un team di esperti che formo personalmente. I nostri prodotti rimandano alla cultura e all’esperienza del saper fare artigianale, una pratica nata con i Comuni e le congregazioni dei mestieri dopo l’anno 1000 dc, di cui noi Italiani siamo ancora maestri. Solo una profonda attenzione al “saper fare”, inteso come ripetizione di uno stesso gesto fino alla ricerca della perfezione, può permettere di apprezzare e rappresentare tutte le potenzialità intrinseche in un materiale naturale e vivo così antico. Ovviamente è possibile anche un’applicazione più amatoriale, dato che il materiale in se non presenta alcun rischio intrinseco o pericolo neppure per chi la usa e mette in opera, a differenza di altri materiali altrettanto naturali e antichi, come a esempio la calce che è però caustica.

I tempi sono gli stessi di qualsiasi finitura decorativa e dipendono molto dall’effetto desiderato, ma si parte comunque da cicli che ci occupano 2 giorni a decorazioni custom che richiedono 7-8 passaggi e quindi una settimana di lavoro a prescindere dalle metrature.

 

Nella zona living moderna, come lo proporrebbe e in abbinamento a quale altro elemento decorativo?

Il colore delle nostre finiture in terra cruda non viene creato artificialmente con dei pigmenti (naturali o sintetici che siano) ma nasce direttamente ed intrinsecamente nella materia, questo rende possibile l’abbinamento perfetto con qualsiasi altro elemento naturale, dalla sedia in legno naturale di design nordico, a una maschera tribale etnica africana a una facciata continua in ferro cortain.

Negli ultimi due anni, visto il ritorno a una decorazione “più carica” e femminile, abbiamo ideato il progetto TerraEvoca (5) che consiste nel realizzare decori a più livelli custom, unici ed irripetibili direttamente in situ presso i nostri clienti o attraverso un sistema di boiserie su misura preconfezionate nella nostra azienda.

 

Ancora… nel bagno? si può sposare a un mood hi-tech?

I nostri impasti in terra cruda possono essere additivati con leganti minerali o sintetici per ottenere rivestimenti dal diverso grado di resistenza meccanica, all'abrasione e all'acqua, e sono quindi utilizzabili anche negli ambienti bagno. Non per niente l’azienda AGAPE (6) è uno dei nostri principali partner con la quale condividiamo, oltre a una vicinanza territoriale, una cultura aziendale profondamente radicata nel territorio ma proiettata al mondo intero e la ricerca del bello inteso come concetto atemporale e scevro da mode e tendenze. I prodotti in terra cruda rimandano a uno scenario naturale e fortemente materico: si inseriscono quindi perfettamente all’interno di mood affini, ma si possono sposare perfettamente anche ad ambientazioni ed elementi più contemporanei e hi-tech.

 

Ecologico, ci racconti perché?

La terra cruda ha il più basso impatto in termini di contenuto di energia primaria tra i principali materiali da costruzione (secondo l’LCA): il fatto che non venga utilizzato alcun processo termico per la sua realizzazione implica un bassissimo utilizzo di energia grigia – ovvero quella consumata per produrla. I prodotti Matteo Brioni sono inoltre riciclabili al 100%: tutti i componenti ed eventuali scarti di produzione possono essere recuperati e rilavorati.

 

Non solo decorazione però, è possibile utilizzarlo anche nella produzione di oggetti come sedie o tavoli?

La Terra cruda è un materiale altamente versatile che può essere utilizzato anche per la copertura di oggetti e tessuti. Sono già nati diversi prototipi in tal senso, come i TerraStool, sgabelli disegnati dallo Studio Irvine spruzzati di terra curda, o i TerraCanvas, suggestivi tessuti con applicazioni di terra cruda ideati dal nostro ufficio ricerca, la cui prima collezione è stata affidata all’architetto-artista Isabella Breda. Sono progetti che stiamo continuando a sviluppare, con l’intenzione di lavorare sempre di più sulla tridimensionalità e modularità per aprire nuovi mercati e stimolare il mondo dell’interior design. Ci tengo a ricordare, inoltre, che già diverse aziende d’arredamento, come a esempio LEMA, AGAPE ed ELMAR, utilizzano le nostre argille per rivestire numerosi loro oggetti e collezioni.

 

Ha un colore che preferisce più di altri per l’interior?

I colori della terra ovviamente! È curioso perché questa definizione ci ha creato più volte incomprensioni e confusioni con alcuni progettisti che intendono richiamano in questo modo l’ocra, il terra di Siena o al massimo il giallo, mentre per me i colori della terra, grazie ad una paziente e lunga ricerca per tutti i territori italiani, vanno dal bianco avorio, al rosso mattone, al grigio verde, all’antracite fino ad arrivare al cioccolato.

 

Come sarà secondo lei la casa del futuro? e da quali materiali sarà caratterizzata?

Credo che dopo l’ostentazione e il pop degli anni 80-90 e il minimalismo e l’high-tec degli anni 2000, ci sia oggi una voglia e il bisogno di un ritorno a una visione più intimistica della casa, rassicurante ma allo stesso tempo veritiera. Come Adolf Loos, architetto austriaco di fine '800, amo ricordare che “Noi crediamo che ogni materiale possieda un linguaggio formale che gli appartiene e nessun materiale può avocare a sé le forme che corrispondono a un altro materiale.”

 

Indirizzo : Strada Comunale Ronchi 77 Gonzaga

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Photo Credits

Photo 1 : photo credit Paola Pansini
Photo 3 : photo credit Paola Pansini

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Devo confessare che l'ultima riunione di redazione per discutere su argomenti utili, anche e soprattutto, per il prossimo editoriale, è stata come pervasa, almeno in principio, da un mood vagamente annoiato. Sì, avete capito bene… il tema era il Natale che verrà (1). Ed ecco quindi i soggetti che uscivano dal brain storming fiorentino: "Il piacere di donare e di ricevere", "Dare come parola talismano, che fa crescere", "Natale anniversario del cuore, il momento per recuperare dal solaio le statuine per il Presepe", "Albero si o albero no", "I mercatini di Natale più belli d...

 

 

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