04nov 2016
cantina del Podere la Regola
IL VINO, L’ARTE, IL PAESAGGIO. E GLI ETRUSCHI

Vini biologici, energia pulita, attenzione per il paesaggio: una sorta di motto, tre parole d’ordine, una vera e propria filosofia di vita. Valeva la pena attendere i due anni di lavoro per  vedere realizzato il sogno di una nuova cantina, quella del Podere La Regola (1). L’azienda vitivinicola si trova sulla costa toscana, in un territorio vocato alla produzione di grandi cru, nella valle del fiume Cecina, nel Comune di Riparbella, tra vigneti, olivi e cipressi nelle vicinanze di Bolgheri, cantata dal Carducci. Qui si producono vini della tradizione (2), Sangiovese e Vermentino, tuttavia la tendenza è quella di sviluppare accenti francesi attraverso Cabernet Franc, Merlot, Gros Manseng, Petit Verdot e Viognier e vitigni a bacca bianca di Viognier, Chardonnay, Sauvignon Blanc e Gros Manseng. Una gamma (3) su cui si raccolgono da tempo successi, che invita contemporaneamente alla costante sperimentazione con il CRU La Regola ed il 100% Merlot Strido” (4), o lo Spumante BRUT di Gros Manseng, primo spumante in Italia con tale uvaggio. 

La cantina di proprietà della famiglia Nuti, condotta dai fratelli Luca e Flavio (5), è totalmente ecosostenibile, alimentata con energia pulita e si avvale di tecniche di agricoltura biologica; è immersa, inoltre, tra i filari di un appezzamento di proprietà di circa 10 ettari di vigne: in totale l’azienda conta 20 ettari di vigneto (6) ed a breve effettuerà l’impianto di altri 5 ettari. 

Se è vero che la realizzazione di una cantina è prima di tutto un’operazione culturale, è importante assimilare il concetto di “ambasciata territoriale”, espressione che racconta il processo di simbiosi tra paesaggio e ambito culturale portato a termine dall’architetto Sergio Scienza, trentino, classe 1968.

Si parla di sostenibilità ambientale ed energetica, attraverso lo sfruttamento dell’orientamento al percorso solare come fonte di energia rinnovabile, delle naturali pendenze del terreno per una climatizzazione il più possibile pulita degli ambiti interni, della presenza di vegetazione alta come protezione dal vento. Inoltre gli spazi esterni sono stati progettati come aree di attraversamento sia fisico che mentale tra il dentro ed il fuori, tra il luogo antropizzato e quello naturale.

Anche la scelta dei materiali è discesa dai criteri di efficienza e sostenibilità del progetto: una scatola principale parzialmente interrata di cemento armato con trattamenti naturali sormontata da una struttura completamente in legno con un rivestimento ventilato finito con intonaco tradizionale. 

È stato l’architetto di interni Giorgio Balestri, pisano, a curare in maniera sobria ma elegante l’allestimento degli interni dei locali (7) adibiti ad accoglienza, vendita e sala convegni (8). Del resto, il progetto architettonico e strutturale della cantina non poteva prescindere da una scelta degli interni e di alcuni particolari esterni in sintonia con l’ambiente circostante. 

Ma lo spirito della Cantina si arricchisce di un nuovo, straordinario elemento che “contiene” il senso di tutti gli altri: l’Arte. A impreziosire la cantina interviene infatti l’arte di Stefano Tonelli, nato a Montescudaio in provincia di Pisa nel 1957, con un affresco che richiama gli Etruschi (9) – che abitarono questo territorio - e il cosmo e che trasforma, di fatto, la barriccaia in una sorta di grande sala di museo, in un luogo da contemplare e da vivere come un viaggio silenzioso e di grandi dimensioni, dove l’uomo torna ad essere piccolo di fronte all’Infinito. L’opera di Tonelli segna semplicemente l’inizio di un percorso artistico che il podere La Regola vuole tracciare, attraverso nuove installazioni che arricchiranno l’esterno della cantina, un luogo di meditazione creativa alla ricerca dell’umanità che cresce e si sviluppa anche attraverso la vite ed il vino in tutte le loro fasi di lavorazione. Una cantina che valorizza le produzioni locali e contemporaneamente regala al territorio un nuovo spazio di incontro, di stimolo culturale e sociale, oltre che artistico. 

La Cantina, tra l’altro, è stata selezionata fra i candidati al premio “La fabbrica nel Paesaggio” istituito dalla FICLU (Federazione Italiana Centri e Clubs per l’UNESCO) e con il patrocinio di importanti enti. E tante sono le iniziative correlate, tra cui il progetto  “La Regola degli Chef”, nato da un’idea dei fratelli Flavio e Luca Nuti, che prevede un percorso fotografico e descrittivo di ricette realizzate da alcuni fra i migliori e più conosciuti chef della Toscana, con la pubblicazione di un elegante foto-libro. 

Per la nostra Italia, e per una delle sue regioni più belle, un’opportunità in più: offrirsi agli intenditori di vino, ai visitatori e ai turisti come un luogo della genuinità, della tradizione, della pace, un angolo di paradiso per chi ama la suggestione del paesaggio e l’inestimabile valore artistico del nostro patrimonio. E per chi, soprattutto, ama il buon vino.

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Devo confessare che l'ultima riunione di redazione per discutere su argomenti utili, anche e soprattutto, per il prossimo editoriale, è stata come pervasa, almeno in principio, da un mood vagamente annoiato. Sì, avete capito bene… il tema era il Natale che verrà (1). Ed ecco quindi i soggetti che uscivano dal brain storming fiorentino: "Il piacere di donare e di ricevere", "Dare come parola talismano, che fa crescere", "Natale anniversario del cuore, il momento per recuperare dal solaio le statuine per il Presepe", "Albero si o albero no", "I mercatini di Natale più belli d...

 

 

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